Andrey Rublev racconta le emozioni di giocare in Coppa Davis



by   |  LETTURE 1020

Andrey Rublev racconta le emozioni di giocare in Coppa Davis

Un finale di stagione da protagonista, tra le Nitto Atp Finals e la Coppa Davis. Andrey Rublev e la sua Russia hanno debuttato nel migliore dei modi nella competizione a squadre che si svolge tra la fine del mese di novembre e l’inizio di dicembre: 3-0 secco rifilato all’Ecuador, firmato soprattutto dal giovanissimo tennista, uno dei portacolori principali dopo ovviamente il numero 2 del mondo Daniil Medvedev.

Il 24enne nativo di Mosca ha dovuto faticare e non poco nel primissimo match disputato sul cemento di Madrid, in Spagna. L’avversario Roberto Quiroz lo ha messo alle strette, riuscendo a recuperare il set di svantaggio, ma poi il quinto del ranking mondiale ha mostrato tutta la forza e le proprie qualità nel decisivo parziale, chiudendo ottimamente l’esordio.

Anche nel doppio Rublev è sceso in campo, insieme ad Aslan Karatsev, e ha contribuito al successo sulla coppia Escobar-Hidalago.

Le dichiarazioni in conferenza stampa

Al termine della contesa, il russo ha parlato davanti ai media: “L'esperienza ha dimostrato che chiunque può vincere qui, soprattutto in Coppa Davis, un torneo in cui si provano sensazioni completamente diverse rispetto alla carriera individuale.

In questo tipo di partite, in cui giochi per la tua nazione, chiunque può batterti. Dobbiamo dare il massimo a prescindere dal nostro rivale, soprattutto in una fase a gironi, in cui ogni match e ogni vittoria è di fondamentale importanza.

Due anni fa ci è capitato di perdere la serie 2-1 contro la Spagna, ma come abbiamo vinto la prima serie 3-0 siamo riusciti a qualificarsi come uno delle migliori seconde: per questo motivo giocheremo coi nostri migliori tennisti e opzioni a nostra disposizione"

Il rapporto con gli altri membri del team: “Siamo ancora al primo confronto, ma finora ci siamo trovati benissimo. Stiamo insieme da circa cinque giorni e siamo potuti uscire tutti a cena. Siamo stati a lungo a giocare a carte, questi tipi di momenti sono molto speciali.

Durante l'anno non abbiamo molto tempo per stare così vicini, la Coppa Davis aiuta in questo senso. Giochiamo a calcio prima di ogni allenamento, sono momenti che rendono il torneo molto speciale, perché sono cose che normalmente non faresti” ha concluso. Photo credit: Atp tour.