Kyrgios spiega come la vita privata ha condizionato le sue prestazioni



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Kyrgios spiega come la vita privata ha condizionato le sue prestazioni

Le sue dichiarazioni sono sempre interessanti e mai banali, oltre a lasciare uno spunto di riflessione non indifferente. Il comportamento di Nick Kyrgios dentro e fuori dal campo è stato molto particolare durante tutto il corso della carriera agonistica, facendo discutere su di lui tanti giocatori e addetti ai lavori.

L’australiano è tornato a parlare e ha fatto quasi un salto nel tempo, rivelando che agli inizi essere lontano dalla compagna (ex attualmente) abbia influito tanto e negativamente sulle prestazioni offerte nelle gare ufficiali.

Il 26enne è ritenuto un giocatore dalle grandissime capacità tecniche, che poteva fare la differenza all’interno del competitivo circuito Atp. Probabilmente, al nativo di Canberra è mancata la mentalità da campione e la reale continuità nei risultati per arrivare quanto meno in top ten nel ranking mondiale.

Impressionante il dato che finora l’ex numero 13 della classifica non abbia perso un match contro il serbo Novak Djokovic, indietro addirittura 2-0 negli scontri diretti: fattore che certifica il valore di Nick quando il suo impegno è stato dei migliori.

Kyrgios si racconta

Nel corso del podcast “No Boundaries”, l’australiano ha confessato cosa gli è capitato nei primi anni di attività: “Con la mia prima ragazza sono stato lontano da lei per sei mesi alla volta.

Quanto stai cercando di giocare al massimo del livello, inizi a sentire la mancanza di qualcuno emotivamente, fisicamente e diventa una frustazione” ha dichiarato. Poi ha proseguito, senza peli sulla lingua: “Sono in campo e non riesco a disputare la sfida perché sono un po’ arrapato.

Ero molto lunatico e irritabile quando non sono stato vicino alla mia signora per così tanto tempo”. “Ci sono ragazzi dell’Afl che si lamentano del fatto che devono fare una bolla di un mese in Australia.

E io sono tipo vado sette mesi all'anno all'estero in un posto nuovo ogni settimana?” ha criticato. "Ecco perché il tennis è così difficile. Il gioco mentale è ridicolo. Fisicamente devi essere un animale assoluto.

Quale altro sport devi praticare per più di tre ore, forse sette volte in due settimane?” ha concluso, ponendosi la domanda.