Coach Tartarini a tutto tondo su Lorenzo Musetti



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Coach Tartarini a tutto tondo su Lorenzo Musetti

Il rendimento stagionale di Lorenzo Musetti potrebbe essere diviso in due esatte metà. L’azzurro ha vissuto una prima parte particolarmente entusiasmante con la semifinale ad Acapulco – che lo ha reso il più giovane tennista italiano a raggiungere il penultimo atto di un ATP 500 – e sulla terra rossa del 250 di Lione.

Al Roland Garros mette a segno il suo ultimo importante acuto con la sfida contro Novak Djokovic, persa in rimonta dopo aver portato a casa i primi due set (si ritirerà sul 4-0 per il serbo nel quinto e decisivo set).

Da quella partita in poi Musetti vive il ‘lato oscuro’ della sua annata caratterizzato da problemi personali che, inevitabilmente, si riflettono sul suo gioco. Lorenzo si sente a disagio in campo, più di una volta ha raccontato di stare addirittura perdendo la voglia di praticare lo sport da lui così amato tanto da imprimerselo sulla pelle attraverso quel battito cardiaco con racchetta tatuato sul braccio.

In autunno una (seppur lenta) ripresa, sperando che l'esperienza delle NextGen ATP Finals di Milano possano rilanciarlo nelle motivazioni nonostante l'eliminazione.

Musetti, il suo coach Tartarini ne analizza le caratteristiche

Sul suo rendimento stagionale e non solo ha parlato colui che lo segue fin da bambino, Simone Tartarini, che ne ha osservato e tuttora ne osserva la crescita sportiva e umana.

L’allenatore del giovane talento di Carrara ha descritto ampiamente Lorenzo Musetti nel ‘Coach Corner’ dell’ATP: “Attualmente c'è grande interesse per i giovani perché in questo periodo ce ne sono davvero di molto bravi nell'ATP Tour.

Carlos Alcaraz è il migliore. Rune è un altro giocatore molto, molto bravo. Korda lo stesso, come Brooksby. Credo che in ogni torneo in cui giocano Alcaraz, Korda o Lorenzo, molte persone siano interessate a seguire le partite perché possono scoprire nuovi giocatori.

Ora la gente pensa che Auger-Aliassime e Shapovalov siano già vecchi anche se. hanno solo 21, 22 anni! A Lorenzo tutto questo piace. Per lui è importante essere in fiducia quando gioca. Nella seconda parte della stagione qualche volta invece non lo era quando è sceso in campo.

Lorenzo è un grande talento. Quando era più giovane, ogni volta che giocava a tennis faceva fin troppe palle corte e pallonetti. Quando aveva 12 anni, moltissimi colpi erano tagliati, palle corte, variazioni. Per me andava bene, ma ora è tutto completamente diverso.

Per Lorenzo non è facile, in ogni partita deve cambiare la sua tattica. In una singola partita, ha quattro o cinque soluzioni, ma io voglio più stabilità invece di quattro o cinque alternative possibili.

Non è facile quando Lorenzo cambia tutto ogni volta ad ogni punto. Lui ama giocare con varietà, ma ho detto a Lorenzo che deve seguire me al 70% e tenersi un 30% di creatività, non ci serve confusione sul piano tattico.

Negli ultimi due mesi abbiamo lavorato solo su servizio e risposta. Ci stiamo focalizzando sulla seconda di servizio perché abbiamo bisogno di costruire una strategia più stabile. Stiamo lavorando sulla stessa situazione tattica, giocatore diverso, stessa situazione.

Per me questo è importante. È stata una bellissima annata per Lorenzo. Nella prima parte, da gennaio a giugno fino a Roland Garros, abbiamo ottenuto i migliori risultati. Dopo gli ottimi tornei ad Acapulco e Miami, nel mese seguente sulla terra battuta Lorenzo ha giocato molto bene.

Credo dia il suo meglio sulla terra rossa perché la sua tecnica lo fa esprimere al massimo. Ricordo la semifinale raggiunta a Lione contro Tsitsipas. Aveva vinto contro Korda, Auger-Aliassime e Bedene giocando in modo eccellente.

Dopo il Roland Garros, abbiamo avuto alcuni problemi perché Lorenzo si è dovuto fermare per quattro settimane per l'esame di maturità, era importante per lui terminare gli studi. Non ha giocato alcun torneo su erba, ci siamo potuti allenare solo su di un campo da calcio arrangiato a casa.

Era tutto troppo diverso. Ha perso al primo turno a Wimbledon contro Hurkacz. L'altro problema è stato l'aver dovuto cambiare tutta la programmazione. Ora però va meglio. Ha giocato bene indoor ad Anversa. Con Gianluca Mager ha fatto un bel match e contro Jannik Sinner ha disputato un buon primo set.

Anche contro Monfils a Vienna e poi a Parigi ha giocato un buon tennis. Ha perso quindi l'ultimo match contro Duckworth, ma ha avuto un problema quella mattina prima di scendere in campo. Si è svegliato e non riusciva a muovere la spalla.

I mesi scorsi è andata meglio. Ora alle Intesa Sanpaolo NextGen ATP Finals terminiamo questa stagione. È stata lunga, ma è andata bene” .