Lorenzo Musetti commenta il momento più basso della stagione: “Mi sono vergognato”



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Lorenzo Musetti commenta il momento più basso della stagione: “Mi sono vergognato”

La grande prestazione all’Atp di Acapulco si pensava fosse l'inizio di una grande cavalcata dell’atleta, che aveva mostrato un’ottima tenuta da fondo campo e un gioco che divertiva anche molto gli spettatori.

Purtroppo, Lorenzo Musetti in estate è caduto in un momento di crisi che si è prolungato per diversi mesi e si è risolto soltanto nelle ultime settimane. Un periodo davvero negativo, sia sul campo che lontano, raccontato più volte dallo stesso azzurro in una serie di interviste.

“Avevo addirittura perso la voglia di giocare” aveva confessato il tennista italiano, che ha subìto un forte calo mentale dovuto a una situazione sentimentale terminata male e a una serie di delusioni e cambiamenti all’interno del circuito Atp.

Seppur sia stata la partita spartiacque, che ha aperto questo momento di buio, resterà indimenticabile per il nativo di Carrara l’incontro del Roland Garros contro Novak Djokovic, nel quale aveva vinto i primi due set al tie-break prima di finire letteralmente le energie e subire la rimonta del serbo (non ha più concesso un game al rivale).

Le parole di Musetti

Il ragazzo toscano è tornato a parlare della stagione 2021 in un’intervista concessa al Corriere della Sera: “A un certo punto mi è mancata la passione, la scintilla. Avevo bisogno di un bagno di lavoro e di umiltà” ha dichiarato.

Secondo Musetti, in due partite in particolare ha toccato proprio il fondo nell’annata ancora in corso: “Mi sono davvero vergognato con Coria a Winston-Salem e con Kuzmanov a Sofia. Ho perso entrambe le sfide senza lottare, è stato imbarazzante.

Parlandone col mio coach Simone Tarantini, abbiamo deciso insieme che l’unica cura fosse l’allenamento”. Le sedute da uno psicologo: Un percorso intrapreso con regolarità dopo i giochi olimpici di Tokyo.

Il dottore mi fa riconoscere le emozioni e le cose che vivo. Mi sono aperto subito e ora so apprezzare situazioni che prima rifiutavo: per esempio, vincere giocando male, non inseguire sempre la perfezione, che non esiste” ha concluso. Photo credit: Eurosport.