ATP Finals, Panatta ricorda: "Nel '75 persi per colpa delle emorroidi"



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ATP Finals, Panatta ricorda: "Nel '75 persi per colpa delle emorroidi"

Adriano Panatta è stato il primo tennista italiano a partecipare al Torneo dei Maestri nel 1975, l’anno che ha preceduto i fantastici successi ottenuti al Roland Garros e in Coppa Davis. L’ex numero 4 del mondo fu inserito nello stesso girone di Manuel Orantes, Ilie Nastase e Arthur Ashe, ma non riuscì a vincere nessun incontro e quindi a qualificarsi per le semifinale del prestigioso evento di fine stagione.

Panatta: "Nel '75 persi per colpa delle emorroidi"

“Avevo le emorroidi, ebbi un un attacco fulminante proprio all’inizio del Masters” , ha ricordato Panatta ai microfoni dell’agenzia di stampa AGI.

“Stavo davvero male, mi alzavo dal letto soltanto per andare in campo, mi mettevano in piedi a colpi di punture, ma soffrivo. Giocavo per modo di dire e rimediai tre sconfitte nel girone, contro Manolo Orantes, Arthur Ashe e Ilie Nastase, che poi vinse il torneo battendo in finale Bjorn Borg.

Ancora oggi non capisco perché non ottenni i punti per qualificarmi al Masters del ’76, è vero che giocai meno tornei perché quello fu l’anno della Coppa Davis vinta in Cile e mi ci dedicai molto, forse oggi è più semplice qualificarsi…” .

Quest’anno, a giocarsi il titolo alle Finals di Torino saranno Novak Djokovic, Daniil Medvedev, Alexander Zverev, Stefanos Tsitsipas, Andrey Rublev, Matteo Berrettini, Casper Ruud e Hubert Hurkacz. Il polacco ha guadagnato l’ultimo posto disponibile grazie alle semifinali raggiunte a Parigi-Bercy e alla prematura sconfitta di Jannik Sinner contro Carlos Alcaraz.

L’altoatesino avrà comunque l’opportunità di essere presente a Torino come prima riserva e aggiungere questa importante esperienza al suo già consistente curriculum. “Le Finals le vincerà chi si presenterà a Torino con meno acciacchi.

I tennisti di oggi giocano troppo, hanno la frenesia di essere ovunque e le Finals sono un torneo complicato proprio perché arriva a fine stagione. Favorito? Djokovic resta ancora un giocatore di un altro pianeta, e anche Medvedev, fattore estetico a parte, gioca un pochino meglio degli altri.

Ma possono vincere davvero tutti, Berrettini compreso naturalmente. Dipenderà da come staranno fisicamente” .