Tsitsipas: "In futuro voglio essere più egoista, solo cosi posso battere i migliori"



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Tsitsipas: "In futuro voglio essere più egoista, solo cosi posso battere i migliori"

Il 2022 di Stefanos Tsitsipas è stato abbastanza particolare. Nella prima parte di stagione il greco è stato tra i migliori, ha raggiunto la semifinale degli Australian Open ed è stato ad un passo dalla vittoria del Roland Garros dove era avanti due set a zero in finale contro il numero uno al mondo Novak Djokovic.

Il tennista ellenico subì una rimonta e da quel giorno qualcosa nella testa dell'atleta è cambiato e gli ultimi mesi sono stati particolari e senza dubbio più complicati. Tsitsipas ha avuto diverse difficoltà ed ha ricevuto anche tante critiche, sia da colleghi che da parte dei tifosi.

È stato accusato di 'coaching', di 'fingere' toilet break per infastidire e disturbare l'avversario ed anche agli occhi del pubblico qualcosa riguardo Tsitsipas è cambiato.Reduce dalla sconfitta contro Tiafoe a Vienna il greco ha parlato in vista del Masters 1000 di Parigi Bercy.

Stefanos Tsitsipas e gli obiettivi futuri

In vista di questo torneo ma soprattutto della nuova stagione l'attuale numero 3 al mondo ha parlato del futuro ed ha dichiarato: "Ci sono alcune cose che posso sviluppare e migliorare nel 2022, certamente penso che posso essere più professionale.

Non vedo l'ora di mostrare quel livello in più e prestare maggiore attenzione ai dettagli e concentrarmi sugli aspetti dove posso migliorare. Ogni anno che passa cerco di aggiungere qualcosa in più al mio repertorio, mantenere le mie migliori qualità ed anche eliminare certe cose sia dentro che fuori dal campo.

Sono tante le cose che voglio tenere a mente in vista della prossima stagione" Sull'attuale stagione Stefanos ha ammesso: "Ovviamente la sconfitta al Roland Garros mi ha toccato, poi i risultati negli ultimi due Slam non sono stati straordinari ed ora ho altri due tornei da giocare, voglio che il mio atteggiamento sia 'omicida'

Devi avere questo atteggiamento contro i migliori al mondo, loro sono tutti egoisti e vogliono tutto per se. Devo essere anche io cosi, lasciando la mia vita privata fuori e diventando cosi in campo. Quando sono in campo se sei nolle inizi a trasportarti dalle emozioni e questo non va bene.

Penso che sia questa una delle maggiori qualità che hanno sviluppato i big, a loro non importa cosa succede all'avversario"