Alcaraz analizza la sua vittoria contro Murray



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Alcaraz analizza la sua vittoria contro Murray

Piazza un’altra brillante vittoria l’astro nascente Carlos Alcaraz, che nel secondo turno dell’ATP ‘500’ di Vienna giocato ieri ha piegato la resistenza del veterano britannico Andy Murray (6-3 6-4), prendendosi la rivincita del match di Indian Wells del 10 ottobre scorso.

Il prossimo ostacolo per lui sarà il numero 1 italiano Matteo Berrettini, ieri vincitore in rimonta su Nikoloz Basilashvili. Sbarazzandosi dello scozzese, tre volte campione Slam ed ex numero 1 del mondo, la giovane stella spagnola mette dunque a referto un altro suggestivo risultato dopo il celebre trionfo contro Stefanos Tsitsipas agli US Open.

Il 18enne di Murcia ha fornito la sua analisi della partita con Murray in conferenza stampa, successo che gli ha permesso di approdare per la prima volta ai quarti di finale di un torneo indoor.

Alcaraz: “Sapevo dove sarebbero andati i colpi”

“Andy Murray è un grande in risposta – ha esordito Alcaraz di fronte ai giornalisti − .

Ho sempre avuto una grande seconda di servizio, ma la prima di servizio è qualcosa che a poco a poco sto migliorando. È sempre meglio avere una buona percentuale di prime di servizio che di seconde di servizio: sulla seconda di servizio puoi innervosirti, commettere un doppio fallo o l'avversario può iniziare il punto dominandoti.

È qualcosa che sto cercando di migliorare: la direzione della prima di servizio, la percentuale di prime di servizio, e penso che a poco a poco stia migliorando. A Indian Wells è stata la prima volta che ho giocato con Andy.

Ovviamente l'avevo visto giocare un milione di volte, ma non è la stessa cosa che averlo di fronte a me. Sono entrato un po' nervoso, sono stato colto alla sprovvista contro di lui e questo ha avuto il suo prezzo. Ho avuto le mie occasioni, non sono riuscito a sfruttarle ma è stato comunque un grande match.

Oggi, qui a Vienna, sapevo dove sarebbero andati i colpi, come dovevo giocarlo, ed ero molto concentrato dalla prima all'ultima palla. Questa era una chiave fondamentale” . Sul rapporto con Rafa Nadal e il suo tecnico Juan Carlos Ferrero: “Ho incontrato Rafa qualche torneo fa.

Parlo con lui ma non troppo di tennis. Naturalmente si congratula con me quando vinco e cose del genere, ma non mi dà consigli sul mio tennis: gli parlo solo come se fossimo amici. Per quanto riguarda Juan Carlos, è il miglior allenatore per me.

In tornei come questi, dove sto giocando per la prima volta, mi dice come giocare e come calmare i miei nervi, perché è qualcuno che è già stato qui. Imparo sempre molto da lui” . Infine un parere sulla superficie di gioco, a detta di Alcaraz particolarmente congeniale alle sue caratteristiche: “Penso di preferire i campi veloci, che sono migliori per il mio tennis.

Cerco di essere sempre aggressivo, quindi penso che i campi più veloci siano molto meglio per il mio gioco” .