Opelka alza la voce: "Non paragonateci sempre a Sampras o Agassi"



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Opelka alza la voce: "Non paragonateci sempre a Sampras o Agassi"

“Il mio sogno è vincere un torneo del Grande Slam” . Reilly Opelka ha aperto con queste parole l’intervista rilasciata al blog Inside Tennis. L’americano occupa attualmente la ventesima posizione del ranking ATP e quest’anno ha raggiunto la sua prima finale in un Masters 1000 a Toronto.

Per la “nuova generazione” di tennisti americani è praticamente impossibile reggere il paragone con alcuni dei migliori giocatori della storia. Campioni del calibro di Jimmy Connors, John McEnroe, Pete Sampras e Andre Agassi hanno lasciato un segno nel mondo del tennis difficile da cancellare o anche solo da eguagliare.

Opelka ha quindi voluto lanciare un messaggio ai tifosi e alla stampa.

Opelka attacca la stampa: "Non paragonateci a Sampras o Agassi"

“Ci sono pessimi giornalisti. Persone che pensano solo a criticare e non sanno nulla di tennis.

Quando sono arrivato in finale a Toronto, mi è stato chiesto di parlare dei problemi del tennis americano. La stessa cosa si è verificata a Roma. Mi chiedo perché succeda tutto questo. Bisogna godersi i giocatori che ci sono ora.

Non possiamo essere paragonati ad Agassi o Sampras . Non saremo mai i prossimi Agassi, Sampras o Courier. Ci sono tennisti clmd Tiafoe, Paul e Fritz. Frances sta facendo un lavoro incedibile. Paul non poteva nemmeno permettersi un allenatore in passato: sua madre ha risparmiato soldi e seguito suo figlio ovunque.

La stessa cosa è successa a me: ho ricevuto il sostegno di due incedibili genitori che si sono indebitati per permettermi di giocare. I ragazzi più giovani diventeranno probabilmente più forti di noi. Korda è un grande giocatore.

Brooksby è brutale, lo vedremo spesso raggiungere la seconda settimane nei tornei dello Slam. Nakashima è uno dei tennisti che conosce meglio la palla” . Parlando del torneo di Indian Wells, Opelka ha poi concluso: "È il torneo che mi piace di meno.

Ci sono tanti tennisti e tante tenniste, è un evento bellissimo e cercano di pagare più di ogni altro Masters 1000. Ma qui ogni brand ha bisogno di una sessione fotografica e tu finisci il tempo per allenarti.

Hai quattro o cinque ore di servizi fotografici, finisci per esplodere. Il tennis diventa secondario e questa è una cosa che odio" .