John McEnroe torna su Naomi Osaka e parla della salute mentale



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John McEnroe torna su Naomi Osaka e parla della salute mentale

La tennista giapponese Naomi Osaka è senza dubbio una delle tenniste più importanti del circuito femminile. Il suo 2021 era iniziato bene con la vittoria agli Australian Open ma da quel momento la situazione è precipitata con la nipponica alle prese con problemi di salute mentale che l'hanno costretto addirittura a ritirarsi dal Roland Garros.

Inizialmente la Osaka aveva deciso solo di saltare le conferenze stampa, ma dopo le numerose polemiche ha scelto direttamente di abbandonare il torneo parigino. La situazione riguardante i problemi di salute mentale quest'anno è stato un importante problema per gli atleti ed ha riguardato anche la ginnasta americana Simona Biles, costretta ad annunciare il ritiro dalle Olimpiadi di Tokyo per salvaguardare il suo benessere mentale.

Le parole di John McEnroe su Naomi Osaka e Simona Biles

Intervenuto ai microfoni del Wall Street Journal l'ex leggenda del tennis maschile John McEnroe è sembrato concordare che, con l'avvento della pandemia, le pressioni quotidiane possono rendere le cose difficili a chiunque.

Ecco le sue parole: "Da quando sono arrivati i fatti di Simona Biles e John McEnroe sentiamo sempre più parlare riguardo la salute mentale. La pandemia, questo evento inaudito, che avviene una volta ogni 100 anni e neanche, queste cose possono essere travolgenti oltre a cercare il fatto che la salute mentale è la chiave di tutto.

Non puoi fare altro che provare a vivere il meglio che puoi" McEnroe ha poi continuato affermando che per gli uomini è diverso perché è stereotipato e loro devono mostrarsi più duri, penso a me e devo dire che spesso mi sono nascosto dietro al fatto che i maschi non devono piangere ed io esprimevo rabbia e non vulnerabilità.

Il tennis e tutto ciò sta cambiando, queste tradizioni stanno cambiando ed è un lento processo" Già in passato McEnroe si è trovato d'accordo con Naomi Osaka e si ritrovò dalla sua parte quando si parlava di rispondere e criticare la stampa, cosa che gli capitava anche a lui in gioventù.