Leylah Fernandez: “Ecco come gestisco la pressione”



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Leylah Fernandez: “Ecco come gestisco la pressione”

La grande sorpresa della corrente edizione femminile degli Us Open è sicuramente Leylah Fernadez, classe 2002 ed attuale numero 73 del ranking mondiale WTA. La diciannovenne di Montreal, che nei tornei del Grand Slam non aveva mai superato il terzo turno, ha battuto Ana Konjuh, Kaia Kanepi, Naomi Osaka, Angelique Kerber ed Elina Svitolina guadagnandosi la sua prima semifinale Major, dove affronterà adesso la bielorussa Aryna Sabalenka.

Le dichiarazioni di Fernandez

Intervistata dopo il match, secondo quanto riportato da Punto de Break, la giovane promessa canadese ha detto: “È stata una delle partite più difficili che io abbia giocato, non solo a livello tennistico ma anche mentale.

Svitolina è una delle migliori giocatrici del circuito e un grande combattente. Sono stata molto felice di combattere con lei nel primo set e poterlo vincere. Poi nel secondo ha alzato un po’ il livello e io purtroppo ho commesso degli errori nei momenti chiave.

Nel terzo ho recuperato e ho disputato un buon tie-break. Sono stata un po’ fortunata in certe fasi, ma sono felice di essere in semifinale e di aver compiuto un altro passo in questo Us Open”. Fernandez ha anche commentato la pressione di giocare sui più grandi palcoscenici del nostro sport: “Non saprei.

È qualcosa per cui mi preparavo fin da piccola, competere sui più importanti campi al mondo davanti ai miei genitori. Odiavo esporre gli argomenti in classe, ma quando è arrivato il momento di organizzare uno spettacolo teatrale, di ballare e di cantare mi sono divertita parecchio perché mi piaceva farlo di fronte a tutte le persone.

C’è gente che si vergogna in questo tipo di situazioni e che non è niente per niente a proprio agio. Per me è il contrario”. Sulla sua incredibile striscia di vittorie a Flushing Meadows, Leylah ha concluso: “I primi giorni sono stati molto complicati.

Come ho detto in precedenza, sono stata davvero fortunata ad avere una grande squadra attorno a me. Ora mi sto un po’ abituando. Il mio team mi aiuta a mantenere l’equilibrio e a pensare solo alla prossima partita”. Photo Credit: Los Angeles Times