Shelby Rogers dura: “Vorrei che i social non esistessero”



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Shelby Rogers dura: “Vorrei che i social non esistessero”

Ventinove anni da compiere il prossimo mese di ottobre, Shelby Rogers è stata al massimo numero 40 del mondo qualche settimana fa e in carriera vanta i quarti di finale al Roland Garros e agli Us Open, oltre a due finali disputate sul circuito maggiore (Bad Gastein nel 2014 e Rio de Janeiro nel 2016).

Questa settimana, Shelby ha sconfitto a New York la connazionale Madison Brengle, Sorana Cirstea e la numero uno del mondo Ashleigh Barty prima di perdere contro la giovanissima rivelazione britannica Emma Raducanu con il netto punteggio di 6-2 6-1.

A seguito del suo ultimo incontro, Rogers ha rivelato di aver ricevuto messaggi particolarmente pesanti tramite social network.

La denuncia di Rogers

Come svelato anche dal sito web Punto de Break, l’americana ha dichiarato: “Sì, in un certo senso vorrei che i social network non esistessero.

Ci troviamo a vivere qui, in un mondo in cui c’è gran parte di marketing, dei nostri contratti, in cui ci obbligano a fare determinate cose. Se vuoi puoi andare tu stesso sul mio profilo in questo momento, dove probabilmente riceverò messaggi in cui mi dicono di essere un maiale, una donna grassa e altre espressioni che non posso ripetere adesso.

È così che stanno le cose: cerco di non prenderlo a cuore, è il lato negativo di qualsiasi sport. Sono comunque grata di aver avuto l’opportunità di giocare sull’Arthur Ashe Stadium, non tutti l’hanno fatto e a me è capitato tre volte.

Cerco di mettere tutto in prospettiva. È chiaro che non sono orgogliosa di come sia finito il mio percorso qui”. Shelby ha concluso: “Ad ogni modo, posso ricavare molti aspetti positivi da questa settimana e proseguirò a stimolare me stessa per dare ancora di più e migliorare, a poco a poco, nelle prossime settimane.

Mi concentrerò su ciò che è importante, non sul commento di un tizio dal seminterrato della casa di sua madre. È un peccato, certe volte un commento ti entra nella testa. I social media non possono controllare quello che faccio, il modo in cui mi alleno e come affronto il futuro, ma vorrei che non esistessero. È molto difficile”. Photo Credit: Us Open