Van De Zandschulp, dalla crisi ai quarti di finale degli US Open



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Van De Zandschulp, dalla crisi ai quarti di finale degli US Open

Gli US Open di Botic Van De Zandschulp sono iniziati il 25 agosto e non sono ancora terminati. Il giocatore olandese ha infatti dovuto vincere tre battaglie al terzo set per guadagnare il main draw dell’ultimo Major dell’anno e stupire tutti gli appassionati di tennis.

Una volta conquistato il tabellone principale, Van De Zandschulp ha affrontato ogni impegno con dedizione e coraggio; un coraggio che lo ha portato per la prima volta ai quarti di finale di un torneo del Grande Slam. Il 25enne ha eliminato tennisti del calibro di Casper Ruud e Diego Schwartzman mostrando un ottimo livello di gioco, e martedì avrà la possibilità di affrontare il numero due del mondo Daniil Medvedev su uno dei palcoscenici più prestigiosi del tennis mondiale.

Van De Zandschulp: "A 20 anni ho vissuto il momento più basso"

Il mondo dello sport non è fatto solo di momenti belli e capaci di regalarti grandi emozioni; il mondo dello sport sa essere spietato e metterti in difficoltà.

Ne sa qualcosa Van De Zandschulp, che all’età di 20 anni ha pensato di mollare tutto e intraprendere un nuovo percorso. “Il punto più basso della mia carriera? Quando avevo 20 anni, perché dovevo finire la scuola ed ero spesso infortunato.

Ero il numero 300 del mondo, poi il ranking è cambiato. Avevamo due classifiche separate: ITF e ATP. Quindi dovevo ottenere punti nel circuito ITF per entrare nel ranking ATP. Dopo sei mesi hanno cambiato di nuovo il sistema.

Da quel momento in poi, ho iniziato a giocare bene nei tornei Challenger e ho terminato l’anno intorno alla 200esima posizione. Quando ho raggiunto la top 150 ero pronto per giocare le qualificazioni nei tornei dello Slam, ma è iniziata la pandemia.

Prima di raggiungere New York, ho fatto abbastanza bene e collezionato molti punti. È stato incredibile battere il numero 11 del mondo( Schwartzman, ndr) , soprattutto in un match come questo. Per me era la prima volta in un grande stadio; il pubblico è stato pazzesco.

Vincere il primo set mi ha sorpreso e ho iniziato a pensare di poter vincere la partita. Dopo aver perso il terzo set sprecando due match point, sono diventato nervoso. Ma penso di aver giocato il mio miglior tennis nell’ultimo set.

Ho giocato in maniera aggressiva e credo di aver meritato la vittoria. Il mio percorso è partito dalle qualificazioni. Non mi aspettavo di qualificarmi. Ovviamente ho vinto una partita al Roland Garros e una partita a Wimbledon; sapevo di poter battere determinati giocatori, ma non ci riuscivo con continuità.

Penso di essere diventato molto continuo nel corso del torneo, e questa è una novità per me” .