Fuori al primo turno, ma Carreño Busta non ne fa un dramma



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Fuori al primo turno, ma Carreño Busta non ne fa un dramma

L’estate 2021 è stata la parte dell’anno più prolifica per Pablo Carreño Busta, vincitore sulla terra rossa di Amburgo in luglio e bronzo ai Giochi Olimpici di Tokyo, dov’è stato il primo spagnolo a vincere una medaglia da Nadal a Pechino 2008.

Contro ogni pronostico, tuttavia, agli US Open è uscito di scena al primo turno tra lo stupore generale. Il suo “carnefice” è stato Maxime Cressy, numero 151 del mondo. Il suo approccio alla partita vecchio stile fatto di serve and volley continui è risultato una strategia vincente per il francese classe ’97, che ha portato a casa un successo memorabile.

Ma anche ai migliori gli intoppi succedono, è il bello del tennis che è ricco di episodi del genere. Ecco che infatti Carreño Busta l’ha presa con filosofia in conferenza stampa.

C. Busta: “Né prima ero il migliore, né ora il peggiore”

Il tennista di Gijón – che ha compiuto 30 anni lo scorso 12 luglio – è consapevole di aver vissuto una delle giornate più dure, ma non c’è tempo per piangersi addosso.

“È stata una sconfitta dura – ha detto −, una partita complicata, un po' una trappola al primo turno perché era un giocatore scomodo su un campo molto veloce. Sembrava che stessi facendo abbastanza bene e nel terzo set forse mi sono rilassato un po' e la minima volta che gli ho dato quel margine ne ha approfittato.

Ha servito ad alto livello, io ho avuto le mie occasioni ma non le ho sfruttate. Una sconfitta dolorosa, ma la vita continua”. Sullo stile di gioco del suo avversario, ormai estinto praticamente, Carreño ha dichiarato: “Fa serve and volley con la prima e con la seconda, oltre a servire tutto il tempo sopra i 200km/h, sia la prima che la seconda.

Dà pochissimo ritmo e anche con il resto è super aggressivo, ma sapevamo che sarebbe stato molto difficile giocare contro questo tipo di giocatore. È quello che è, non ci sono molti giocatori che giocano così, ma alla fine devi cercare di abituarti rapidamente, cosa che all'inizio è stata un po' difficile per me, ma poi ci sono riuscito abbastanza bene.

Alla fine mi è sfuggito, ma non posso battermi, è solo una sconfitta. In otto anni che sono venuto a giocare questo torneo è la prima volta che ho perso al primo turno, non devo martirizzarmi per questo”.

Una sconfitta cocente quella contro Cressy, soprattutto considerando la grande estate vissuta: “Arrivavo avendo giocato bene, producendo un ottimo tennis, ma stavolta non sono riuscito a farlo accadere. In parte perché anche il mio avversario non me l'ha permesso.

Forse mentalmente la stagione sta pesando un po', ci sono molte settimane, molte cose, molte emozioni vissute per arrivare qui. Ci sono partite che a volte vanno per testa e a volte per croce. Ovviamente, me ne vado molto triste e dolorante, ma dobbiamo alzarci il prima possibile perché sto ancora andando avanti.

Un mese fa stavo vincendo una medaglia di bronzo battendo Djokovic e oggi perdo al primo turno degli US Open. Né prima ero il migliore del mondo, né ora sono il peggiore, queste sono cose che possono succedere nel tennis. Devi giocare ogni partita e la classifica non vale niente, devi sempre dimostrarlo sul campo” ha concluso.