Berrettini: "Ispirare i giovani è una delle cose che mi rendono più orgoglioso"



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Berrettini: "Ispirare i giovani è una delle cose che mi rendono più orgoglioso"

Dopo la finale raggiunta a Wimbledon e l’infortunio alla gamba sinistra, Matteo Berrettini è pronto a fare il suo esordio agli US Open. Il tennista italiano è tornato a giocare una partita ufficiale al Masters 1000 di Cincinnati, dove si è spinto fino agli ottavi di finale e ha perso contro un solido Felix Auger-Aliassime.

Berrettini non è apparso nella migliore forma possibile, come è normale che sia, ma più di una volta ha finito per stupire tutti gli appassionati. Il romano è stato sorteggiato nella parte alta del tabellone e affronterà al primo turno Jeremy Chardy.

In caso di vittoria, gli avversari che potrebbe trovare sulla sua strada saranno due italiani, ovvero Stefano Travaglia e Fabio Fognini. Prima del possibile quarto di finale contro Novak Djokovic, a caccia del Grande Slam, l’azzurro troverebbe con ogni probabilità al quarto turno uno tra Hubert Hurkacz e Lorenzo Sonego.

Berrettini: "Molta più gente mi riconosce per strada"

In un’intervista a Sportweek, Berrettini si è soffermato sugli effetti generati dall’impresa londinese e sulle sue più grandi ambizioni.

"Molta più gente mi riconosce per strada, è vero. Tanti ragazzini mi seguono e questo non ha prezzo. Credo accada quando si riesce a trasmettere qualcosa che va oltre una pallina mandata al di là di una rete.

Sapere di essere un esempio, ispirare i giovani è una delle cose che mi rendono più orgoglioso" , ha dichiarato Berrettini. "Le pressioni si sentono, ma va bene così. Vuol dire che ho fatto risultati importanti" .

Berrettini si è infine soffermato sul forfait alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e sulla prossima edizione degli US Open. "Non partecipare ai Giochi Olimpici è stata sicuramente la delusione più importante della stagione.

Era il mio sogno, da quando ero bambino. Il cemento è la superficie su cui c’è maggior lotta, sarà un torneo duro e io giocherò ancora un punto alla volta, ma non regalerò una singola palla" .