Tsitsipas racconta come ha superato i momenti di debolezza mentale



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Tsitsipas racconta come ha superato i momenti di debolezza mentale

Sul tema, le principali attenzione sono rivolte su Naomi Osaka, la giapponese che ha rivelato negli scorsi mesi di aver combattuto la depressione e l'ansia per anni. Ma col passare del tempo sono diversi i tennisti che hanno espresso la loro opinione sulla salute mentale degli atleti, raccontando anche le proprie esperienze.

Un argomento che è diventato sempre più attuale e molto popolare nel mondo dello sport. L’ultimo a rilasciare dichiarazioni in merito è stato Stefanos Tsitsipas, fresco di una doppia semifinale raggiunta ai Masters 1000 di Toronto e Cincinnati: “Molte persone vogliono mostrare forza e quanto sono potenti, ma poche sono più tolleranti nell'accettare e mostrare le debolezze.

Per me non è un peccato far vedere quel lato di me, tutti sono diversi e non possono essere trattati allo stesso modo” ha affermato.

Tsitsipas parla dei suoi momenti ‘no’

"Ho avuto momenti in cui non mi sentivo mentalmente sano al 100%: continuavo però a ricordare a me stesso quanto sono fortunato ad avere la vita che ho, che le vittorie non sono importanti, ma lo è essere felici.

Dopotutto, hai tu il controllo e non dovrebbe dipendere dagli altri” ha spiegato il greco in un’intervista ad Adidas. Il 23enne di Atene rivela: "Ogni giorno miro a porre l'accento sulla mia felicità e cerco di migliorarmi, che sia in campo, diventando un tennista migliore o un essere umano migliore in generale.

Tuttavia, ci sono momenti in cui è difficile sentirsi grati, viviamo in una società molto veloce in cui tutto accade molto velocemente. Quando ciò accade, è importante concentrarsi sul minimo e lasciare che il resto vada a posto"

In ogni torneo l’attuale numero 3 del mondo deve fare i conti con le aspettative, che si hanno inevitabilmente nei suoi confronti: "È sempre bello fare un passo indietro e riflettere, per acquisire una prospettiva diversa, prima di continuare il tuo percorso, fatto con più conoscenza, esperienza e uno stato mentale più sano, che ti aiuta a ritrovare la motivazione”.

Poi ha concluso, dichiarando: "L’aspetto fondamentale per me è trovare uno scopo in quello che sto facendo. Se ti poni un obiettivo tutto si sistema; non c'è motivazione senza di esso. Credo che la competizione sia una grande cosa, la pressione è sempre stata un privilegio e continuerà a esserlo”.