Ruud risponde a chi dubita del suo rendimento sul cemento



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Ruud risponde a chi dubita del suo rendimento sul cemento

L’immagine più esilarante del momento è quella di Casper Ruud, giunto ai quarti di finale del Masters 1000 di Toronto battendo Lajovic per 6-4, 6-3 in 1 ora e 13 minuti di gioco. Al termine della partita, chiamato alla solita “dedica alla telecamera” chiesta ai giocatori, il norvegese ha scritto “Hard courts”.

Un’espressione breve e semplice ma piena di ironia da parte di Ruud, da molti considerato un “terraiolo” e nulla più. Chiunque abbia letto quel messaggio non può non aver pensato a Nick Kyrgios come primo destinatario, lui che a più riprese ha stuzzicato il numero 12 del mondo, accusandolo di “rubare punti” attraverso i tornei sulla terra.

Ruud: “Non mi riferivo a nessuno in particolare”

Sottoposto alle domande dei giornalisti in conferenza stampa dopo la vittoria su Lajovic, Ruud ci ha tenuto a smentire, specificando la valenza generica del suo messaggio: “Era più in generale.

Molti hanno messo in dubbio la mia capacità di giocare sul cemento ed è per questo che mi sono divertito a scrivere quella cosa. Non mi riferivo a nessuno in particolare" E ha aggiunto: "Mi piace giocare sui campi veloci.

Mentre i miei migliori risultati sono arrivati ​​sulla terra battuta, la mia migliore prestazione in un Grande Slam è stata agli Australian Open. Perciò è una superficie dove mi muovo bene e dopo i risultati sulla terra sono molto motivato.

Ho già ottenuto due grandi vittorie ed è un ottimo inizio per questo tour”. Interrogato sul passaggio dalla terra battuta al cemento, il norvegese ha risposto: “Ci sono molte cose da fare per cambiare lo stile di gioco.

Magari si prova ad allungare un po' di più i punti, con scambi più lunghi e lo slice si può usare. Si può anche andare un po' di più in rete, anche se comunque preferisco giocare di più dalla linea di fondo”.

13 vittorie consecutive e un rapporto vittorie/sconfitte che recita 37 a 9. Come si produce una striscia così positiva? “L'idea è quella di produrre un tennis coerente tutto l'anno. Non sono un giocatore che ha il gioco più appariscente.

Ribadisco che l'importante è la costanza. È qualcosa su cui si è lavorato molto alla Nadal Academy: gioco sempre con quella mentalità e sta funzionando molto bene per me. Ad ogni modo, ho perso alcune partite e sono state dure come quelle di Davidovich al Roland Garros e Wimbledon, che sono arrivate a cinque set.

Sono molto contento di questa striscia positiva e di quello che ho fatto in questa stagione. E cerco di godermelo”. La conquista della semifinale a Toronto passerà per Tsitsipas, suo avversario in quarti di finale: “È un tennista che si adatta bene a tutte le superfici: ha vinto titoli sulla terra battuta e sul cemento come le Atp Finals del 2019.

È sicuramente un giocatore molto duro su questa superficie. Cercherò di fare un piano simile a quello di Madrid (lo ha battuto al Masters 1000). Almeno sarà il mio piano A e se non funziona userò un piano B o C. Ha molto talento, serve bene, si muove bene, ma so che è possibile batterlo”.