Atp Toronto, pressioni per essere testa di serie? Medvedev risponde così



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Atp Toronto, pressioni per essere testa di serie? Medvedev risponde così

Tra chi ha bisogno di recuperare le energie dopo i Giochi Olimpici di Tokyo e chi è vittima di guai fisici, i Masters 1000 della tournée americana che precedono gli US Open perdono diversi protagonisti. Solo nella giornata di ieri, a poche ore di distanza, c’è stato l’annuncio del forfait di Novak Djokovic per Cincinnati e il ritiro di Rafa Nadal da Toronto per il solito problema al piede.

Con l'uscita di scena dello spagnolo, pertanto, salgono ancora di più le quotazioni di Daniil Medvedev per la vittoria finale della Rogers Cup. Dopo l’esordio vincente di ieri contro Bublik, al termine di una partita pazza tra l’interruzione per pioggia e il punto probabilmente più strano mai visto, l’attuale numero uno del seeding è intervenuto ai microfoni dei giornalisti.

Medvedev: “Nessuna pressione per essere il favorito”

A Toronto Medvedev è la prima testa di serie, ragion per cui è anche il principale favorito a salire sul gradino più alto del podio nel torneo, per quello che sarebbe il suo quarto Masters 1000 in carriera.

Sarebbe comprensibile avvertire la pressione, ma il russo non è di questa opinione: “Più pressione per essere considerato il favorito? Assolutamente no. Quando sei nuovo sul tour e giochi il tuo primo Grande Slam, o i tuoi primi quarti di finale del Grande Slam, la tua prima finale in un Masters 1000, è lì che ti senti davvero sotto pressione.

Non è una sensazione facile, ma a volte aiuta a giocare bene. Io non avverto tutto ciò da molto tempo, so già cosa vuol dire vincere un Masters 1000, so che devo giocare bene, combattere, correre molto e centrare molti colpi vincenti.

Quando esco sul campo e inizio a giocare non bado al fatto di essere testa di serie, la 1, la 2 o quel che sia, cerco solo di vincere. Non importa il seeding e nemmeno la classifica, devi prepararti per la partita allo stesso modo.

Sento zero pressione per essere la prima testa di serie, semmai mi sento onorato, significa che ho fatto molto bene, che riesco a giocare un grande tennis, è già la seconda volta che mi succede in un Masters 1000”.

Sull’eliminazione alle Olimpiadi per mano di Carreño Busta, poi vincitore della medaglia di bronzo contro Djokovic: “È stato un momento difficile. Quando Novak ha perso ho guardato la quantità di cose che sono state scritte sui social network, soprattutto quando ha perso la partita per il bronzo, è assurdo.

Ha perso ma ha affermato che nonostante il dolore, quella sconfitta lo avrebbe aiutato a lavorare di più e tornare più forte. Nel mio caso, il modo in cui ho salutato il torneo è stata una grossa delusione, non so se allo stesso livello di quella patita da Djokovic, ma quello che ha fatto è stato staccare un po' da tutto.

Ovviamente mi sarebbe piaciuto fare meglio, ma in questo momento il mio obiettivo è vincere questo torneo e poi gli US Open. È così che funziona, il tennis ha il vantaggio di avere 20 tornei all'anno, puoi vincerne cinque, sei o sette al massimo.

Non li vincerai mai tutti, ecco perché devi concentrarti sul dare il massimo ogni giorno e se si perde si guarda avanti alla prossima occasione per rifarsi" L’aspirazione di Medvedev è quella di imparare a trasformare la rabbia in uno stimolo positivo, ciò che secondo lui è la chiave per diventare un grande campione: “Non sempre ci riesco, sfortunatamente, sarebbe meraviglioso se ogni volta che mi arrabbio in campo potessi capovolgere le cose e finire per vincere la partita.

Il tennis si basa su questo, su quello che puoi fare in ogni momento. Oggi quando sono tornato in campo dopo la pioggia ero ancora furioso con me stesso, avevo avuto un break point nel primo set e non ne ho approfittato. Ma anche se sei arrabbiato devi fare del tuo meglio, continuare a combattere.

In questo senso sono migliorato molto da quando ho lavorato sulla mia forza mentale con uno specialista, da allora i miei risultati sono solo migliorati. Questo è qualcosa che vediamo nei grandi campioni del nostro sport, la maggior parte di loro passa attraverso la rabbia.

La cosa più difficile è pensare di aver perso una partita perché eri troppo arrabbiato, ma anche questo fa parte dello sport”. Conclude così il tennista russo, il quale è sulla strada di Sinner all’Atp di Toronto: se l’azzurro batterà Duckworth (oggi alle 17) affronterà un banco di prova importante subito dopo il trionfo a Washington di appena tre giorni fa.