Kyrgios: "Sono felice per il mio avversario quando perdo. Non so cosa pensare"



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Kyrgios: "Sono felice per il mio avversario quando perdo. Non so cosa pensare"

Nick Kyrgios ha vinto il suo ultimo torneo a Washington nel 2019. In quell’occasione, il tennista australiano riuscì a ottenere due grandi vittorie in semifinale e in finale battendo rispettivamente Stefanos Tsitsipas e Daniil Medveved; lo stesso Medvedev che poche settimane dopo la sconfitta al Citi Open sfiorò la vittoria agli US Open.

Due anni dopo l’ultimo sigillo di Kyrgios, le cose sono completamente cambiate. A causa della pandemia da Covid-19, l’attuale numero 77 del mondo ha infatti saltato gran parte della scorsa stagione e non ha mai ritrovato la sua forma migliore.

Non c’è quindi da meravigliarsi che proprio a Washington, quest’anno, Kyrgios abbia perso all’esordio giocando una pessima partita contro Mackenzie McDonald. In conferenza stampa, l’australiano ha parlato della sua crisi tennistica e delle problematiche che rendono difficile il suo ritorno ad alti livelli.

Kyrgios: "Proverò a tornare quello di prima ma è dura"

"Ho come la sensazione che la mia mente e il mio corpo non siano più in armonia. Ora mi accuseranno di avere la testa altrove, ma anche io sono deluso e amareggiato per gli ultimi risultati.

Tutto quello che posso fare è continuare a provare a giocare e sperare che le cose cambino. Sto affrontando i miei problemi fuori dal campo, come tutti. In molti recitano una parte, ma io no. Il problema è che quando sono in campo non sento più la pressione nei momenti importanti, non sento più le emozioni che provavo prima.

Vorrei soltanto tornare a sentire quello che sentivo prima. Mi manca non vedere il tennis con gli stessi occhi di prima. Adesso, per esempio, mi sto a malapena arrabbiando per una sconfitta al primo turno. In altri momenti sarei stato multato e avrei rotto qualche racchetta.

Ora, quando perdo, sono felice per il mio avversario, non so cosa pensare. Prima non sopportavo nessun giocatore che mi batteva. Non so se sia giusto o sbagliato, ma ho sempre avuto l’idea che se ci si arrabbia per qualcosa vuol dire tenere davvero a quella cosa.

Ora non lo so. È tutto molto strano. Proverò a tornare quello di prima ma è dura" .