Olimpiadi, l’opinione di Khachanov sulla polemica degli orari



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Olimpiadi, l’opinione di Khachanov sulla polemica degli orari

Il tennis alle Olimpiadi di Tokyo 2020 sta giungendo alle sue fasi conclusive. Quest’oggi si sono conclusi i quattro quarti di finale in programma, dai quali sono usciti come semifinalisti il russo Karen Khachanov (vittoria in tre set su Humbert), Pablo Carreño Busta (vittoria in due set contro Medvedev), Novak Djokovic (vittoria in due set sul padrone di casa Nishikori) e il tedesco Alexander Zverev (che si è imposto su Chardy in appena un’ora e sei minuti).

Nel corso del torneo, tuttavia, sono sorte non poche polemiche sull’aspetto organizzativo da parte dei giocatori. In particolare, nell’occhio del ciclone è finita la pianificazione delle partite. Il clima rovente in determinati orari ha anche provocato malesseri in alcuni tennisti, tanto da spingerli a richiedere con forza una modifica.

Ebbene, la richiesta è stata accolta e, da oggi, non saranno giocati incontri prima delle 15 ora locale, decisione accolta con piacere proprio da Khachanov.

Khachanov: “Cambio orario vantaggio per tutti”

Il russo, che proverà a “vendicare” il connazionale Medvedev affrontando Carreño Busta in semifinale, (il match si sta disputando in questo momento), si è infatti detto entusiasta del cambio orario: “Oggi è andato tutto molto meglio in termini di condizioni fisiche.

Ovviamente c'è ancora tanta umidità e tanto caldo, ma niente rispetto agli altri giorni. Questo è un grande vantaggio per tutti, mi sono trovato molto bene in campo. Sono venuto qui per lottare per le medaglie e sto anche giocando a un buon livello.

Sono felice di aver potuto trovare soluzioni ad ogni problema, mi sto davvero divertendo”, ha concluso. Sulla strada di Khachanov ci sarà, dunque, l’asturiano numero 11 del mondo e tra i più in forma del momento dopo la vittoria dell’ATP 500 di Amburgo lo scorso 18 luglio su Filip Krajinović.

Per Medvedev, lo spagnolo può cedere il passo al russo se avrà un rendimento inferiore a quello mostrato contro di lui: piena fiducia, quindi, nel suo connazionale. Chi la spunterà tra i due, troverà a concorrere per il metallo più prezioso e la gloria per un paese intero uno tra il numero 1 Djokovic e Zverev.