Dal rapporto con la Tomljanovic ai suoi sogni: Matteo Berrettini si racconta



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Dal rapporto con la Tomljanovic ai suoi sogni: Matteo Berrettini si racconta

Nelle ultime settimane abbiamo sentito parlare di lui non solo nel mondo del tennis ma a carattere nazionale. Matteo Berrettini è ormai un Top 10 consolidato da tempo ed il tennista romano sta raggiungendo vette sempre più alte, come quella di qualche settimana fa, dove è diventato il primo tennista italiano nella storia ad arrivare in finale a Wimbledon.

La sconfitta contro Djokovic è passata quasi in secondo piano visto un risultato storico per i nostri colori, arrivato in concomitanza con la vittoria dell'Italia dell'Europeo, successo raggiunto sempre a Londra.

Tanti italiani si sono innamorati del 'semplice' Matteo, il classico bravo ragazzo che abbiamo visto anche sfilare al Quirinale insieme ai giocatori della Nazionale di Roberto Mancini. Il tennista azzurro si è raccontato, tra famiglia, tennis e amore ai microfoni di Donna Moderna.

Le parole di Matteo Berrettini e la sua storia

Il tennista azzurro ha raccontato del suo rapporto con Alja Tomljanovic, tennista australiana con il quale ormai è fidanzata da tempo. Questo e non solo visto che Matteo ha raccontato così i suoi sogni: "La cosa che mi piacerebbe ascoltare è quando un bambino dice: 'Guardo tutti i tuoi match, vorrei essere Berrettini'

Poi però penso e "Io vorrei che pensasse che sono qualcosa di più, che bisogna lottare sempre per quello che si vuole, che i sogni si possono realizzare. Se posso essere di ispirazione per un bambino ogni settimana avrò fatto sicuramente un grande lavoro"

Viene descritto come un ragazzo molto attento ai dettagli, anche in famiglia è così e quando parla del suo rapporto con Ajla quasi brillano gli occhi. Il tennista ha parlato: "Sui colpi possiamo dire che io ho servizio e diritto mentre lei è più varia.

Nel corso della Pandemia abbiamo litigato come capita a tutti, è successo anche a Wimbledon. Poi però capita e facciamo pace" Parlando del passato l'azzurro racconta: "Alle medie dicevano che scrivevo male, al liceo che scrivevo bene, alla fine cerco di mettere in parole quello che sento e valuto come è cambiato tutto nella mia vita.

A volte è come se pensi di non meritare tutti questi complimenti, ma l'unica cosa di cui sono certo è che non mi monterò la testa, non sono così e non vivo per il successo"