Il commento e la reazione di Matteo Berrettini dopo la finale di Wimbledon



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Il commento e la reazione di Matteo Berrettini dopo la finale di Wimbledon

È il grande deluso della finale di Wimbledon ma anche colui che ha fatto in questo torneo la storia del tennis italiano. Matteo Berrettini non esce sconfitto da questo Wimbledon ma anche in finale ha dimostrato che può giocarsela con i migliori e può provare finalmente a puntare la vittoria Slam.

In conferenza stampa il tennista azzurro ha commentato la sconfitta contro Novak Djokovic mostrando rammarico ma allo stesso tempo nuove consapevolezze.

Le parole di Berrettini dopo la finale

In conferenza stampa il numero uno italiano ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: "È stato un mese incredibile sull'erba, ho vinto un torneo come il Queen's e non mi aspettavo di ottenere questo risultato e poi sono arrivato in finale a Wimbledon.

Già quando ho vinto in semifinale avevo detto che non mi aspettavo di arrivare fin qui ma ora sono deluso e penso di non aver giocato bene, ma giocavo contro uno dei migliori tennisti della storia, puoi solo congratularti con Novak per il risultato raggiunto.

Sono state settimane fantastiche ed ho dimostrato a tutti che posso vincere questo titolo. Non sono sicuro che avrò di nuovo possibilità del genere ma cercherò di alzare un trofeo. Problemi fisici? Ho dolore alla gamba ma non è nulla di grave e sicuramente non ho perso per questo.

Bisogna solo congratularsi con Novak, è stato un mese lungo e duro, ho giocato match ad alta intensità ed è ovvio che ora mi senta stanco. Ora mi riposerò e cercare di recuperare. Vincere Slam contro Djokovic? Sinceramente vorrei vincere contro chiunque sia in finale ma va detto che battere Nole significa essere il migliore non solo perché è il numero uno ma perché lo dimostra settimana dopo settimana.

Lui ha detto che è migliorato negli anni grazie a Roger e Rafa, spero di fare lo stesso con lui. Il suo punto forte è che può neutralizzare tranquillamente il mio servizio e copre il campo in maniera incredibile, non ho mai visto uno come lui ed ho notato che è migliorato sia al servizio che tatticamente, in questo caso è il migliore insieme a Roger Federer.

Si adatta al match, lo studia e gestisce. D'altronde per lui era la 30 finale Slam mentre per me la prima e l'esperienza conta"