Le parole di Matteo Berrettini dopo il raggiungimento della sua prima finale Slam



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Le parole di Matteo Berrettini dopo il raggiungimento della sua prima finale Slam

Matteo Berrettini è il primo tennista italiano nella storia del tennis a raggiungere la finale di Wimbledon. Dopo 134 edizioni ciò rappresenta una cosa incredibile per il tennista azzurro che domenica, nello stesso giorno di Italia-Inghilterra, si giocherà un'opportunità storica contro il numero uno al mondo Novak Djokovic.

Berrettini ha raccontato le sue sensazioni dopo aver raggiunto la finale ed ha rilasciato interessanti dichiarazioni in conferenza stampa: "L'inizio non è stato semplice ma sono riuscito a gestire la situazione al meglio.

Fin da inizio gara sentivo di poter vincere la gara e credo che questa sia stata la mia miglior prestazione, soprattutto visto la mia reazione dopo il terzo set, perché perderlo in quel modo poteva crearmi maggiori problemi ma non è successo e alla fine ho vinto"

Berrettini e la prima finale Slam

Il tennista azzurro ha parlato poi del fatto di essere il primo italiano nella storia a Wimbledon: "È davvero una bella sensazione, penso che mi sarei sentito bene anche se non fossi stato il primo italiano a raggiungere questo risultato.

Sono molto contento di tutto, la stagione è iniziata bene con le finali di Atp Cup, poi gli infortuni mi hanno creato nuovi fantasmi ma sono tornato più forte di prima e sto dimostrando di meritare la mia posizione in classifica.

Non mi interessa chi sarà il mio avversario (conferenza prima della seconda semifinale) e voglio apprezzare solo tutto ciò che mi accade intorno. Avere la mia famiglia qui, mio fratello ed uno dei miei migliori amici significa tanto per me, da piccoli portavamo sempre le racchette nei viaggi, ricordo che facevamo finta di sfidarci nelle finali ma eravamo nel salotto di casa.

Tutto questo è pazzesco, a causa della bolle non posso stare con loro e li ho visti solo da lontano, ma questa è la mia famiglia e questa è la nostra passione. Il tennis è sempre stato parte di noiz anche i miei nonni giocano ancora e il fatto che siano tutti qui mi ha fatto sentire meglio.

Panatta? Sono in contatto con lui, mi ha inviato un messaggio dopo la vittoria su Felix. Adriano è stato quello che più credeva in me quando ero bambino, ho giocato con lui in doppio, mi diceva che sarei arrivato a servire a 220 Km orari ed io lo guardavo incredulo ma alla fine ha avuto ragione"