Nick Kyrgios: "Non ho paura di nessuno nel tabellone, posso battere chiunque"



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Nick Kyrgios: "Non ho paura di nessuno nel tabellone, posso battere chiunque"

È stato senza dubbio uno dei match più emozionanti del primo turno di Wimbledon e Nick Kyrgios ha avuto la meglio battendo dopo cinque set ed un match entusiasmante il francese Ugo Humbert, tennista molto insidioso su una superficie come l'erba.

Dopo mesi di assenza Kyrgios si è esaltato tornando alla vittoria e conquistando così il pass per il secondo turno del torneo dove affronterà l'azzurro Gianluca Mager. Tanti i temi trattati dall'australiano in conferenza.

Le parole di Nick Kyrgios in conferenza stampa

L'estroso australiano ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: "Quando gioco su questa superficie mi capita spesso di scivolare, anche contro Ugo sono caduto in un paio di occasione ma mi sono rialzato.

Non ho giocato molto quest'anno e quindi ci tenevo a finire la gara in ogni caso, mi è piaciuta questa sfida contro un grande avversario come Humbert. Alla fine la gara è stata decisa da piccoli dettagli. Fortunatamente sto bene fisicamente, le cadute non mi hanno fatto danni, a differenza di quello che è successo con Mannarino e Serena Williams, mi dispiace davvero tanto per loro.

Molte persone mi hanno detto che non avrei avuto chance contro nessuno senza la preparazione, ma io mi conosco e so che posso fare bene sempre sull'erba. Non ho paura di nessuno nel tabellone e so che se sto bene fisicamente posso battere chiunque.

Non mi interessa ciò che pensano gli altri, nessuno mi conosce meglio di me. Sono una persona competitiva, lo faccio sia in campo che quando gioco a Call of Duty o a scacchi, uscire e giocare sul campo di Wimbledon gremito è speciale e gli incoraggiamenti del pubblico mi fanno dare il meglio.

Cercherò di dargli ancora più spettacolo. Il fatto che sono australiano mi aiuta, sono abituato a giocare sull'erba fin da quando ero giovane e penso che questo sia il motivo che fa sì che il mio gioco si adatti alla perfezione a questa superficie, capisco che per i tennisti europei sia invece davvero più dura"