Martina Trevisan si racconta a Behind The Racquet



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Martina Trevisan si racconta a Behind The Racquet

Martina Trevisan ha emozionato tutti gli appassionati di tennis al Roland Garros lo scorso anno. La tennista azzurra ha giocato un torneo magnifico e la sua corsa si è fermata solo ai quarti di finale contro un’ottima Iga Swiatek, poi vincitrice dello Slam parigino.

Il suo cammino era iniziato con il torneo di qualificazioni; torneo in cui ha vinto tre partite perdendo un solo set. Con l’obiettivo di raggiungere il main draw dell’Open di Francia archiviato, Trevisan è riuscita ad entrare in campo con il giusto spirito e senza nulla da perdere.

Proprio questa libertà le ha permesso di estromettere dal torneo ben due teste di serie: Maria Sakkari e Kiki Bertens. A poco più di sei mesi dall’incredibile traguardo raggiunto, Trevisan si è raccontata al blog “Behind The Racquet” .

Trevisan si racconta a "Behind the Racquet"

"Sono diversa dagli altri per la mia sensibilità. A circa 14 anni, un momento importante per la mia crescita, avevo bisogno di molto affetto e amore. Le persone a me vicine vedevano solo Martina “la tennista”, e non la ragazza che cresceva con i propri bisogni.

Penso che questo mi abbia reso quello che sono oggi. Sono una persona molto sensibile e mi piace molto ascoltare le persone. Non ho paura del fallimento. Mi sveglio ogni mattina e faccio del mio meglio. Imparo sempre cose nuove per migliorare come donna e come atleta.

Se non ci riesco, non ho rimpianti perché ci metto tutto il mio impegno. Il tennis ha cambiato la mia vita. Ci sono stati tanti momenti positivi ma anche tanti momenti negativi. Entrambe queste esperienze mi hanno aiutato a crescere.

Dopo una grande vittoria, mi godo il momento e apprezzo le emozioni istantanee, quelle che non torneranno mai allo stesso modo. Ci saranno sempre critiche e pressioni. Sto imparando a non essere influenzata dal giudizio degli altri, ma a preoccuparmi prima di ciò che penso.

Sto percorrendo un viaggio per me stessa, per migliorarmi e diventare una persona migliore. Sto lavorando sodo e questa è la cosa più importante. Accetto che si possa fallire, ma la mattina dopo me ne vado sempre a testa alta. Devo seguire la mia strada perché ognuno ha la sua