Andrea Gaudenzi parla delle difficoltà del Tour nell’anno della pandemia



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Andrea Gaudenzi parla delle difficoltà del Tour nell’anno della pandemia

Non certo il miglior periodo storico per il debutto del nostro Andrea Gaudenzi come presidente dell’‘Association Tennis Professionals’, ruolo ricoperto a partire dal primo giorno del terribile anno 2020.

La stagione appena trascorsa è stata infatti pesantemente compromessa dalla devastante pandemia di Coronavirus, che poco più di dodici mesi fa ha costretto l’ATP a prendere la difficile decisione di cancellare (o posticipare) quasi tutti gli eventi del circuito maggiore e minore, in attesa di tempi migliori.

Esemplare il caso di Wimbledon, che ha preferito rinunciare fin da subito e slittare direttamente al 2022, grazie alla possibilità offerta da una cospicua assicurazione. Diverso il caso del Roland Garros di Parigi o degli Internazionali di Roma, che dalla tarda primavera sono stati spostati ai mesi autunnali di settembre e ottobre.

Le parole di Gaudenzi

Parlando col ‘The Times’, l’ex numero 18 del mondo ha dichiarato: “Questo circuito non si ferma mai, si tratta sempre di andare avanti gestendo le crisi e i problemi. Siamo in un periodo in cui tutte le regole vengono riscritte, ne abbiamo cambiate di più negli ultimi 15 mesi che negli ultimi 30 anni, in termini sia di calendario, prize money che ranking … assolutamente tutto.

Non possiamo trovare una soluzione come l’NBA ha fatto in Florida per competere in un unico luogo, qui si viaggia costantemente, senza considerare gli organi di governo, i tornei e le strutture differenti. Tutto richiede uno sforzo enorme”.

Gaudenzi ha anche affrontato il problema prettamente economico del tennis: “Il nostro sport dipende fortemente dagli introiti per la vendita dei biglietti. Nel circuito ATP, ad esempio, questi guadagni rappresentano il 45% circa o perfino il 50% del totale.

Nel golf la principale fonte di guadagno è costituita dai data e dai mezzi di comunicazione, perciò è un business completamente diverso”. Inoltre, ancora da risolvere è la questione riguardante la ‘Professional Tennis Players Association’ di Novak Djokovic e compagni: “Ho seguito questa discussione da molto vicino sin da quando è nata, so come si sentono i giocatori, nutro molta empatia nei loro confronti.

Onestamente però, non credo che si troveranno in una situazione migliore con la PTPA. Penso fermamente che, se vogliamo che il nostro sport cresca, abbiamo bisogno della collaborazione di tutti i giocatori e di tutti i tornei.

Tuttavia, comprendo che ci dovrebbe essere una maggiore trasparenza per i giocatori per quanto riguarda le finanze dei tornei. Ci stiamo provando per davvero, ma deve esserci buona fede da entrambe le parti”. Infine, Gaudenzi ha concluso: “Abbiamo un nuovo obiettivo a medio termine, cioè quello di crescere dell’1,3% nella presenza del tennis nel mercato mondiale basato su diritti televisivi e media sportivi.

Per questo sarebbe interessante se ATP e WTA potessero unirsi e commercializzare nella stessa direzione. Siamo due grandi tour e quando si tratta di relazionarci con i fan parliamo la stessa lingua”. Photo Credit: Sky Sport