Mats Wilander: "Credo che i problemi di Thiem abbiano a che fare con la depressione"



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Mats Wilander: "Credo che i problemi di Thiem abbiano a che fare con la depressione"

Il 2020 è stato l'anno in cui ha coronato il suo sogno: dopo tantissima attesa Dominic Thiem ha vinto il suo primo titolo del Grande Slam, conquistando gli Us Open 2020. Un successo tanto asoettato e che ha visto successivamente l'austriaco soccombere ai dubbi ed alle incertezze.

L'ex numero 3 al mondo sembrava sul punto di essere pronto a scavalcare nelle gerarchie Rafael Nadal e Novak Djokovic, ma è invece crollato dinanzi alle pressioni ed è finito in una spirale di risultati negativi.

Eccetto la finale persa alle Atp Finals l'austriaco non ha poi collezionato risultati degni di nota ed anche nel 2021 è stato protagonista tra problemi fisici e brutte sconfitte come quella degli Ottavi agli Australian Open contro Grigor Dimitrov.

A causa di costanti problemi fisici Thiem ancora deve debuttare sull'amata terra battuta e tutti sono curiosi di vedere il suo rientro in campo.

Le parole di Mats Wilander su Thiem

L'ex campione di tennis ed attuale commentatore Mats Wilander ha parlato cosi riguardo la situazione del campione austriaco.

Ecco le sue parole: "Per un tennista l'indicatore della depressione è quando sei in campo e non senti più l'impulso di vincere. Quando vedi che il risultato non è più una priorità questo è allarmante, credo siamo una morte sportiva.

Il Covid ha portato a perdere tante cose come il viaggiare e muoversi liberamente, non è facile giocare settimana dopo settimana in queste circostanze. Alcuni ragazzi possono vederla come un vantaggio, magari sono tennisti che normalmente faticano a concentrarsi solo sull'aspetto sportivo ed ora paradossalmente è un vantaggio concentrarsi solo sul tennis"

Lo stesso Thiem recentemente ha parlato di come sia difficile la vita nel circuito e ha lasciato intendere che le bolle sono molto fastidiose per lui in ogni torneo: "L'atmosfera a Melbourne era fantastica anche se a volte i tifosi non facevano il tifo per me, poi all'improvviso ci fu il Lockdown e fu difficile davvero giocare con gli spalti vuoti, mi sembrava di vivere con un incidente nucleare"