Feliciano Lopez spiega la pressione psicologica che comporta il tennis attuale



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Feliciano Lopez spiega la pressione psicologica che comporta il tennis attuale

Nonostante la veneranda età di 39 anni, il tennista spagnolo Feliciano Lopez continua a riscuotere delle vittorie all'interno del circuito Atp. L'esperto atleta ha esordito con un successo nell'Atp 250 di Marbella dove ha battuto con un doppio 6-4 il tennista giapponese Taro Daniel.

Dopo la vittoria Feliciano ha parlato in conferenza stampa trattando in particolare del tennis e del suo futuro visto le difficoltà legate alla Pandemia ed allo scontro generazionale che lo vedrà opposto al secondo turno contro il giovane talento del tennis spagnolo Carlos Alcaraz.

Ecco le sue parole: "È stata una gara abbastanza buona, pensandoci lo scorso anno non ho quasi giocate gare sulla terra e quindi è sicuramente una buona prestazione dopo due anni di assenza su questa superficie.

Per me la stagione è poi ancora più breve visto che sono il direttore del Masters 1000 di Madrid e questa cosa mi farà stare lontano dai campi da gioco per circa tre settimane. In generale sono soddisfatto della mia prestazione.

Alcaraz? Sarà una gara molto bella da giocare. Ci sono diverse statistiche e curiosità su questo match, quando Carlos è nato io ero numero 56 al mondo ed ora, in questo momento della mia carriera sono entusiasta di affrontare uno dei tennisti con maggior potenzialità nel circuito ed il fatto che sia spagnolo rende tutto questo ancora più speciale.

Cerco di non parlare troppo di lui per non caricarlo di pressioni, la gente parla troppo ma devo dire che Carlos è molto bravo a gestire la pressione"

Feliciano Lopez sul tennis post pandemia

Nel corso della conferenza Feliciano Lopez ha parlato anche delle problematiche legate alla Pandemia: "Le bolle sono difficili per tutti ed è dura non sapere quando finirà tutto questo.

L'anno scorso eravamo consapevoli di ciò che stava accadendo, ma era l'unico modo per poter giocare a tennis. Quando sono tornato dall'Australia mi sono scontrato con la realtà, il tasso di vaccinazione è ancora molto basso e quindi l'unico modo è di andare di paese in paese seguendo la bolla, dobbiamo rispettare le regole di ogni paese.

Tuttavia penso che prima o poi dovranno aprire un po' ed è fondamentale per il resto dell'anno. Giocare in questo modo porta una grande pressione psicologica"