Le dichiarazioni di Sinner dopo la finale conquistata al Masters 1000 di Miami



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Le dichiarazioni di Sinner dopo la finale conquistata al Masters 1000 di Miami

Nel 2008, un ragazzino di appena sette anni diventava campione italiano in slalom gigante e si apprestava a seguire la passione della sua famiglia: gli sci. Nel 2021, lo stesso ragazzo, cresciuto ma pur sempre giovane, ha messo da parte la sua tuta da sci e ha raggiunto la prima finale in un evento Masters 1000 dopo una prestazione fuori dal normale.

Una prestazione che ci porta tutti a riflettere e analizzare, ancora una volta, quel “you are not human” che Alexander Bublik ha rivolto a Jannik Sinner qualche giorno fa. Sinner, all’età di 19 anni, è diventato il quinto tennista più giovane della storia a conquistare la finale di un torneo Masters 1000.

Lo ha fatto al Miami Open, imponendo la sua legge: quella di chi non riesce a mollare mai, nemmeno quando l’avversario sembra prevalere. Roberto Bautista Agut ha provato in tutti i modi a stremarlo spingendolo da una parte all’altra del campo per due ore e mezza; non ci è riuscito e non ha potuto fare altro che ammirare le traiettorie disegnate da Sinner in quell’ultimo e intramontabile game.

Le parole di Sinner dopo la vittoria contro Bautista Agut

“È incredibile, sono contentissimo” , ha dichiarato l’altoatesino in conferenza stampa. “È stata una semifinale difficile da giocare, quella con Bautista è stata una dura battaglia.

Vincere oggi vuol dire tanto per me. All’inizio eravamo tutti e due un po’ tesi, non era facile giocare bene, c’era anche molto vento. Ho cercato di servire meglio, di farlo muovere di più e di mischiare le carte; questa è stata la chiave della partita.

Alla fine ho sentito un po’ più di ritmo e mi sono detto di provare a dare il tutto per tutto. È andata bene. 3-3, 0-40 nel secondo set? Quando sei sotto 0-40, devi solo continuare a combattere. Quel gioco mi ha aiutato e ha cambiato un po’ la partita.

Alcuni punti possono decidere la partita e conferirti maggiore forza” . Solo Andre Agassi, Novak Djokovic e Rafael Nadal, in trentasei anni di torneo, si erano spinti fino alla finale a Miami da teenager. “Unirmi a questi grandi campioni è fantastico, ma come dico sempre ho solo 19 anni.

La strada per unirmi a questi nomi è lunga. Non si raggiungono determinati risultati in una settimana di torneo. È un processo lungo” . Parlando della finale, Sinner ha espresso un desiderio: quello di giocare con uno dei suoi migliori amici del Tour, ovvero Hubert Hurkacz.

“Hubi è il mio migliore amico sul Tour, ci troviamo davvero bene in doppio ed è un bravissimo ragazzo. Mi ha scaldato prima di scendere in campo per i quarti contro Bublik. Sarebbe bello giocare una finale contro di lui, ma entrambi scenderemmo in campo per vincere” .