Il vaccino divide anche il mondo del tennis



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Il vaccino divide anche il mondo del tennis

Le discussioni sul vaccino anti-Covid sono entrate nel mondo del tennis la scorsa estate. Ad aprire le danze sul delicato tema è stato Novak Djokovic. Il campione serbo ha spiegato di non essere contrario alla vaccinazione in generale, ma ha poi voluto ribadire che renderlo obbligatorio non sarebbe la scelta giusta.

“Non sono contrario in senso assoluto, come molti hanno scritto. Chi sono io per parlare di vaccini quando ci sono medici che ci lavorano da anni? Sono sicuro che ce ne sono molti con scarsi effetti collaterali che hanno aiutato a contenere la diffusione di malattie infettive.

Solo non voglio che ci sia qualcuno che mi obblighi a mettere qualcosa nel mio corpo. Questo lo trovo inaccettabile" . La risposta di Rafael Nadal non si è fatta attendere: lo spagnolo ha lanciato un chiaro messaggio a Djokovic e al resto dei giocatori.

“Nessuno può obbligare nessuno. Ognuno è libero ma in un circuito devi stare alle regole del circuito. E se ti obbliga a vaccinarti per proteggere tutti, allora sia io che Nole dovremo vaccinarci se vogliamo continuare a giocare al massimo livello.

Se l’Atp o la Federazione internazionale ci obbligano al vaccino per giocare a tennis, dovremo farlo. È un po’ come il divieto di usare una serie di farmaci per questioni di antidoping” .

Il vaccino divide anche il mondo del tennis

Quando poi la campagna vaccinale è partita in alcuni Paesi, diversi personaggi del tennis mondiale hanno voluto mostrare il proprio supporto.

È il caso di Simona Halep, che il 17 marzo ha ricevuto la seconda dose del vaccino e pubblicato importanti messaggi sui social. Nelle ultime ore, però, Andrey Rublev ha deciso di dire la sua e ha aperto l’ennesimo grande punto interrogativo.

"Per il momento non ti concede alcun vantaggio. Sei comunque costretto a isolarti nella bolla. Se mi chiedi di scegliere e ho l'opzione di non farmi somministrare il vaccino, non lo farò. Non c'è una ragione particolare, è una sensazione.

Non ho mai ricevuto alcun vaccino da quando ero bambino" . Dopo Rublev, hanno espresso i loro dubbi tennisti del calibro di Diego Schwartzman ed Elina Svitolina. "Non è una priorità per me. Anche perchè abbiamo molti problemi di accesso al vaccino in Argentina.

Non credo che lo farò. Aiuterò la mia famiglia a vaccinarsi, ma non amo i vaccini" , ha detto l'argentino. L'ucraina ha invece voluto condividere una riflessione più ampia. "Alcuni miei amici mi hanno detto di aspettare ancora un po' a decidere per via degli effetti collaterali.

Ho la possibilità di fare il vaccino nelle prossime due settimane, ma non lo so. Sarei obbligata comunque a fare la quarantena quando viaggio, lo ha stabilito la Wta. Ok, puoi ridurre i sintomi del Covid se lo accetti, ma non è escluso del tutto il contagio. Dunque non ha alcun senso fare una cosa che ha effetto solo per un periodo breve" .