Leo Borg e i paragoni con il padre Bjorn: "Vorrei essere giudicato per il mio tennis"



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Leo Borg e i paragoni con il padre Bjorn: "Vorrei essere giudicato per il mio tennis"

“In effetti mi sono messa a piangere. Avevamo provato ad avvicinarlo a un altro sport, in modo da evitare i paragoni con il padre. Sarebbe stato tutto molto più semplice” . Sono state queste le parole utilizzate da mamma Patricia quando il piccolo Borg ha rivelato alla famiglia di voler diventare un tennista.

Nonostante la voglia dei genitori di dirottarlo verso altre mete, Leo Borg è andato avanti sulla sua strada e quando gli hanno parlato di pressione, lui ha risposto con un semplice: “Non mi dà fastidio, non è un problema.

Ho sempre saputo chi è stato mio padre”. Esatto, proprio suo padre, Bjorn Borg, l’uomo che ha rivoluzionato il gioco del tennis e che ha vinto 11 tornei del Grande Slam. Leo Borg, dopo il successo ottenuto al torneo juniores di Porto Alegre, è pronto per dire la sua anche nel circuito maggiore.

Il giovane talento svedese, grazie a due wild card, avrà la possibilità di partecipare al Challenger di Marbella e di giocare le qualificazioni dell’Andalusia Open, nuovo torneo ATP 250.

Leo Borg è pronto a dire la sua anche nel circuito maggiore

“Sto arrivando: ora la gente parla di me non solo come ‘figlio di’, ma anche per il mio tennis" , ha spiegato Leo Borg in un'intervista rilasciata al sito ufficiale della ITF.

"So che è qualcosa che mi accompagnerà per tutta la vita, almeno quando gioco a tennis; quindi non è un grosso problema, ma qualcosa con cui dovrò sempre fare i conti. Non ci ho mai pensato troppo.

È qualcosa di cui mi prendo cura. Non vedo i confronti tra me e mio padre come un problema, ma sicuramente vorrei essere giudicato per il mio tennis e non solo, a priori, per essere il figlio di un campione. Sono molto onorato di ricevere inviti così importanti.

Ho già giocato a livello Challenger, ma questo sarà un grande evento. Mi sto preparando con grande attenzione e non vedo l’ora di giocare. Mi sento pronto, so che posso giocare bene e competere contro giocatori forti.

Non sento la pressione, sono solo curioso di capire quale è il mio livello attuale: penso che sia piuttosto alto, quando sto bene, ma a volte ho problemi nel raggiungerlo durante un torneo“.