Andrey Rublev: "Ho paura di non essere abbastanza bravo"



by   |  LETTURE 5101

Andrey Rublev: "Ho paura di non essere abbastanza bravo"

Nel 2019, proprio al Masters 1000 di Miami, Andrey Rublev guadagnava l’accesso al main draw del torneo grazie alle tre vittorie ottenute nel tabellone di qualificazione e cercava di superare definitivamente i continui problemi alla schiena.

Due anni dopo, il tennista russo si ritrova ad occupare l’ottava posizione del ranking ATP ed essere uno dei migliori giocatori del circuito. Rublev, oggi, lotta ogni giorno per migliorare e alzare il suo livello di gioco, e non contano le vittorie o le sconfitte, il suo obiettivo resta quello di continuare a stupire e crescere.

Rublev: "Voglio sempre lavorare per essere un giocatore migliore"

“Ho smesso di pensare alle mie aspettative. Prima pensavo: ‘Ok, sto giocando bene, forse sarò presto in top 20 o ancora più in alto’ .

Ma le cose non sono andate così. Mi sono infortunato ed ho perso la top 100. Da quel momento, ho smesso di pensare a come andranno le cose; penso solo a cosa fare per essere un giocatore migliore” , ha spiegato Rublev al sito ufficiale dell’ATP.

“Non si tratta di quello che sto facendo adesso o di quello che ho raggiunto in passato; voglio solo continuare a migliorare. Ho paura di essere solo fortunato e di non essere abbastanza bravo. Ecco perché voglio continuare a lavorare per vedere se posso continuare a giocare a questi livelli per molto tempo.

È la paura di non essere abbastanza. Paura di non farcela. Questa paura, alla fine, mi ha aiutato a progredire. Quando faccio un errore, voglio ripetere il colpo per renderlo perfetto. Questa è una mentalità un po’ ‘malata’ , ma per ora continua ad aiutarmi.

Non posso controllare i risultati: se perderò al secondo turno o meno. Non importa quanta pressione hai, non puoi controllarla. È importante restare concentrati sulle cose da fare per migliorare. Anche se a Miami non dovessi giocare bene, tra un paio di settimane ho la possibilità di riscattarmi a Monte Carlo.

Dopo Monte Carlo, ci saranno i tornei di Madrid e Roma, poi il Roland Garros. Avrò sempre le mie possibilità. Alla fine, tutti ci sentiamo sotto pressione ed è bello vedere il modo in cui riuscirai a gestirla” .