Medvedev: "Ognuno fa le sue scelte, ma ho capito il motivo dei tanti assenti a Miami"



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Medvedev: "Ognuno fa le sue scelte, ma ho capito il motivo dei tanti assenti a Miami"

Complice l'assenza dei Big Three e del tennista austriaco Dominic Thiem, la testa di serie numero 1 del Masters 1000 di Miami, il russo Daniil Medvedev, è chiaramente il principale favorito per la vittoria del torneo.

In conferenza stampa il numero due al mondo ha trattato di tanti temi, partendo dall'assenza dei tanti tennisti fino alla grande esplosione del suo connazionale Aslan Karatsev. Ecco le sue dichiarazioni in conferenza stampa: "Per quel che riguarda i tanti assenti credo che ognuno ha i propri motivi e probabilmente tanti di loro volevano preparare la stagione sulla terra.

Senza Indian Wells questo viaggio negli USA comportava la disputa di un solo torneo e non è facile. Il cemento è la mia superficie preferita e non ho mai avuto dubbi sul venire qui. Il montepremi? È una questione del consiglio dei tennisti ed è difficile dire la propria, non ho molte informazioni.

Certo, per un tennista più soldi arrivano in premi e meglio è" Sullo status da numero 2 Medvedev ha dichiarato: "Mi godo il momento, non ho pressione anche se voglio vincere tutti i match ed i tornei che gioco.

Questa è una buona pressione e fa sì che resti competitivo. So che se gioco bene posso lottare fino alla fine per la vittoria"

Medvedev su Aslan Karatsev

Nel corso della conferenza Medvedev ha parlato anche della grande esplosione del suo connazionale Aslan Karatsev, grande sorpresa di questo inizio di stagione.

A riguardo ha commentato: "Nessuno può capire cosa è successo, solo lui può spiegarlo. Non lo vedo da tempo, ci siamo conosciuti quando ero alle juniores e ho perso con lui nella mia prima semifinale Challenger.

Mi sembrava un ottimo tennista ma non era mai entrato nei primi 100, ora sta giocando un tennis fantastico, sono felice per lui, 4 russi nelle prime 30 posizioni è una cosa fantastica. In questo momento è davvero un ottimo tennista.

Sono felice perché lui è fonte di ispirazione per tutti i tennisti che vogliono lasciare il tennis o che pensano che dopo la gioventù non possano più esplodere. Alla fine non conta più di tanto l'età quanto la strategia: tattica, dettagli e sapere quando colpire più forte la palla, inoltre è importante non commettere errori sotto pressione"