Shapovalov: "I giocatori non parteciperanno a molti tornei a causa dei montepremi"



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Shapovalov: "I giocatori non parteciperanno a molti tornei a causa dei montepremi"

Sono tanti i tennisti che hanno deciso di non partecipare al Masters 1000 di Miami. In particolare, non saranno presenti Roger Federer, Novak Djokovic e Rafael Nadal e per la prima volta dal 2004 un evento Masters 1000 non vedrà nessuno dei Big Three nel main draw.

Oltre alle tre leggende del tennis, non disputeranno il torneo il numero quattro del mondo Dominic Thiem, Gael Monfils, Pablo Carreno Busta, Stan Wawrinka, Borna Coric, Nick Kyrgios e molti altri. I motivi che probabilmente hanno portato alcuni importanti tennisti a rinunciare al torneo sono molteplici.

Innanzitutto, tra i numerosi eventi ATP organizzati in giro per il mondo, complice anche la cancellazione del Masters 1000 di Indian Wells, gli Stati Uniti sono tutt’altro che protagonisti. Recarsi in America per giocare un solo torneo, non è stata forse considerata la soluzione ideale.

Difficile non pensare poi al lato economico. Il prize money ha subito una riduzione notevole ed il vincitore guadagnerà 300.000 dollari, quasi il 78% in meno rispetto alle scorse stagioni. È evidente che in questo momento ogni tennista stia pensando soprattutto ai suoi interessi, sia dal punto di vista degli obiettivi futuri che da quello economico.

Shapovalov ammonisce l'ATP

Denis Shapovalov ha parlato proprio di questo delicato argomento dopo la sconfitta subita al torneo ATP 500 di Dubai contro Lloyd Harris. “Dal mio punto di vista, penso che i giocatori si ritireranno da molti tornei quando vedranno la riduzione dei montepremi.

Non è così stimolante, in queste condizioni, viaggiare ogni settimana e partecipare a tutti i tornei ATP 500 ed a tutti gli eventi Masters 1000. Per ora, solo i tornei del Grande Slam non hanno subito notevoli modifiche.

È complicato spiegare quello che stiamo vivendo noi tennisti, ma è l’ATP che deve fare qualcosa per cambiare la situazione. Molti giocatori, ad esempio, sono costretti a partecipare a determinati tornei per una questione di sponsorizzazione.

Se non ci fossero accordi e contratti di questo tipo, molti top player giocherebbero ancora meno. Altri sport sono stati in grado di mantenere i propri prize money invariati anche durante la pandemia. L’ATP dovrebbe risolvere meglio questi problemi” . .