Rublev contro il congelamento del ranking: "È frustrante, sarei stato numero 4"



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Rublev contro il congelamento del ranking: "È frustrante, sarei stato numero 4"

Come molti sapranno, da marzo la classifica ATP e quella WTA sono tornate in funzione con il vecchio sistema dopo un anno di congelamento. Una scelta per tante ragioni comprensibile quella adottata a inizio Pandemia, ma che, come prevedibile, non poteva accontentare tutti, men che meno chi in questi 12 mesi avrebbe scalato la classifica grazie ai propri risultati.

Una delle prime voci fuori dal coro è stata quella di Alexander Zverev, che recentemente ha criticato questo stratagemma utilizzato per non ingarbugliare eccessivamente una situazione resa già complicata dall'emergenza sanitaria e dal calendario dimezzato dell’anno scorso che non avrebbe permesso a tanti tennisti di difendere i propri risultati della stagione precedente.

Come in tutte le cose, c’è chi è rimasto penalizzato da questa scelta e chi, come Roger Federer ne ha beneficiato enormemente. I caratteri più fumantini che hanno criticato il sistema di congelamento sono stati, come normale che sia, i più giovani, tra cui lo stesso Zverev, il greco Tsitsipas e, ultimo in ordine di dichiarazioni, il russo Rublev.

Il motivo delle loro proteste non si nasconde solo e soltanto dietro l’esuberanza giovanile di questi tre campioni, ma trova gran parte del proprio fondamento in fatti sostanzialmente evidenti e reali. Per un tennista giovane e in rampa di lancio è molto probabile infatti che i risultati migliorino anno dopo anno, dunque non ritrovare questo upgrade riflesso nel ranking è stato per loro motivo di frustrazione.

Rublev si sente penalizzato dopo la grande stagione passata

Come detto, l’ultimo a tornare sull’argomento è stato il russo Rublev, protagonista di un 2020 straordinario, e tutt’oggi uno dei giocatori più in forma del circuito: “Se avessimo il sistema normale, penso che sarei il numero 4 al mondo.

Cambierebbe tante cose, vi faccio un esempio: cosa è meglio per me, avere 8 o 4 anni? Con il sistema che abbiamo adesso, per me sarà molto più difficile essere il numero 4, quindi ecco la mia risposta se mi chiedete di commentare il congelamento del ranking" – ha dichiarato seccamente il russo in conferenza stampa dopo la sua vittoria contro Ruusuvuori a Dubai.