Nalbandian sui Big 3: "Ritenerli dei supereroi significa aver perso in partenza"



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Nalbandian sui Big 3: "Ritenerli dei supereroi significa aver perso in partenza"

Il grande ritorno nel circuito, seppur in un’altra veste, di David Nalbandian, braccio fatato del tennis argentino, è stato accolto con simpatia e grande interesse da fan e addetti ai lavori. Come molti sapranno, il finalista di Wimbledon nel 2002, quando fu sconfitto da Hewitt, ha scelto di allenare Kecmanovic durante i suoi appuntamenti del tour in Sud America.

Impegnato in questo suo nuovo ruolo, Nalbandian non è potuto sfuggire alle telecamere e alle parole dei giornalisti, che hanno avuto modo di domandargli una sua personale opinione, da navigato uomo di tennis, sul cambio generazionale che stenta a decollare nel circuito e della forza ormai inarrivabile dei tre grandi interpreti della specialità, cioè i cosiddetti big 3, Novak Djokovic, Rafa Nadal e Roger Federer.

Ancora una volta il talento argentino si è dimostrato una voce fuori dal coro. L’opinione di David si è infatti rivelata meno affascinata dal dominio dei tre grandi tenori del tennis mondiale e maggiormente concentrata sulle reali ambizioni dei next gen.

Frasi in leggera controtendenza con quello che aveva poco prima dichiarato il finalista di Melbourne Daniil Medvedev, che aveva definito Nole, Rafa e Roger come dei “Cyborg” programmati per vincere.

Le parole di Nalbandian raccontano il suo spirito vincente

“Djokovic, Federer, Nadal non sono supereroi, non sono d'accordo con questa definizione.

Dire questo è una forma di rassegnazione. Sono ovviamente giocatori incredibili, ma sento troppa gente che aspetta il momento in cui saranno vicini al ritiro per poterli combattere effettivamente. Ricordo che ai miei tempi si parlava già di questo concetto, mentre loro sono ancora qui a vincere"

Un concetto quello espresso da Nalbandian che si può tradurre come un messaggio rivolto alle giovani generazioni rampanti che potrebbero avere le armi per combattere ma che si fanno forse troppo sopraffare dall’aura mitica di questi grandi campioni.

Aspettare che arrivi un tempo in cui questi tre giocatori saranno definitivamente aggredibili non è la strategia corretta per l’argentino e soprattutto non sarà mai una dimostrazione di fiducia nei propri mezzi e di spirito vincente da parte dei loro avversari. Photo: Credit Images