Mouratoglou su Medvedev: "Vi dico in cosa è migliorato il russo"



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Mouratoglou su Medvedev: "Vi dico in cosa è migliorato il russo"

Ad eccezione di qualche piccolo intoppo nel match contro Krajinovic, il cammino di Daniil Medvedev, numero 4 del mondo e campione a Londra alle ATP Finals 2020, si sta compiendo con discreto agio, complice una fiducia del russo sempre più in crescendo grazie anche ai grandi risultati ottenuti negli ultimi mesi dell’anno scorso.

Grande livello di tennis, ottima condizione fisica e quella straordinaria capacità di essere sempre incisivo anche in fase difensiva che ne fanno uno dei giocatori più completi del circuito. Il prossimo turno, nel quale Medvedev incontrerà il suo connazionale Rublev, sarà determinante per saggiare con più efficacia lo stato di forma del giocatore sovietico, da tanti considerato il favorito soprattutto se le condizioni fisiche di Novak Djokovic dovessero limitare il percorso del serbo in questo torneo, che ha conquistato ben otto volte.

Ma qual è il vero segreto di Daniil Medvedev, che lo rende un avversario tanto complicato per i suoi avversari? Patrick Mouratoglu ha deciso in un’intervista di esprimere la propria opinione che, come sempre, risulta essere piuttosto interessante.

Il coach di Serena Williams ha innanzitutto analizzato i progressi del russo rispetto al 2019, anno nel quale comunque Medvedev ha centrato la sua prima finale slam a New York. Secondo l'allenatore francese il miglioramento più evidente del giocatore sovietico è avvenuto nel gioco offensivo, un’arma molto importante che abbinata alle sue dote difensive lo rende quasi perfetto per coprire con grande qualità l’intero campo di gioco durante gli scambi.

Eccol l'analisi dell'allenatore titolare della celebre academy

“Il vecchio Medvedev era un incubo per gli avversari quando gli davi ritmo, molto difficile da mettere fuori posizione. E ad un certo punto, quando giochi contro Medvedev, ti senti come se fosse impossibile che tu possa vincere.

Questo ragazzo è ovunque sul campo”. A questo, stando alle parole di Mouratoglu, si è aggiunta, come detto, una propensione al gioco offensivo molto importante: “Adesso può attaccare, soprattutto con il dritto, che non è il suo colpo migliore sia chiaro, infatti penso che il suo rovescio sia molto più solido, eppure è migliorato tanto anche da quel lato”, ha detto l'allenatore francese.

Serve anche in maniera ottimale e torna bene in posizione. Per questi motivi i giocatori odiano giocarci contro, perché sembra che non lo riesci a sfondare” – ha concluso il famoso coach. Patrick ha voluto però concludere offrendo una speranza agli avversari del russo, sottolineandone l’unica debolezza che ritiene veramente evidente: “La sua debolezza è nelle palle basse.

Odia i colpi slice piazzati sulla linea del servizio, perché deve muoversi all'interno del campo e non può attaccare la palla perché non ha il giusto spin”. Scopriremo presto se Rublev riuscirà a trovare la giusta chiave per batterlo o sarà anche lui intrappolato nel gioco fuori dagli schemi di Daniil.