Marcus Daniell: “Non nutro molta fiducia nella PTPA di Novak Djokovic”

L’istituzione è stata creata nel 2020 dal campione serbo e Vasek Pospisil

by Giacomo Cortopassi
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Marcus Daniell: “Non nutro molta fiducia nella PTPA di Novak Djokovic”

Il neozelandese Marcus Daniell ha compiuto 31 anni lo scorso novembre. Specialista del doppio, in questa specialità ha raggiunto i quarti di finale agli Australian Open e a Wimbledon, vincendo cinque titoli in totale tra cui il Forte Village Sardegna Open della scorsa stagione, assieme all’austriaco Philipp Oswald.

Oggi al numero 45 del mondo ma già 34° tre anni fa, Daniell è membro attivo dell’ATP Player Council.

Daniell: “Ecco perché non credo nella PTPA”

In un’intervista pubblicata da Tennis World USA, il giocatore nato a Masterton ha confessato di non riporre eccessiva fiducia nella ‘Professional Tennis Players Association’ di Novak Djokovic e Vasek Pospisil, nata nell’estate del 2020: “L’ATP ha fatto qualche errore negli ultimi anni in termini di comunicazione e la PTPA è stata creata come conseguenza a tutto questo, con i giocatori che si sentivano esclusi e che non capivano il motivo per cui certe decisioni venissero prese.

Posso comprendere le ragioni che hanno spinto alla nascita della PTPA, ma io non vi nutro molta fiducia come organizzazione, lo dico solo in base a ciò che ho visto e sperimentato nella chat di gruppo con loro. Io ne sono stato un membro fino a quando non sono stato eletto nel Player Council, quando ho pensato di non poter mantenere la mia integrità facendo parte di entrambi.

Per questo ho lasciato e adesso non sono molto aggiornato su quanto accaduto nelle ultime settimane”. Più precisamente, Daniell ha detto della PTPA: “Non credo abbia la possibilità di muoversi sulle proprie gambe come istituzione.

E’ troppo combattiva e so che Novak e Vasek sono stati molto attenti a porla in un modo che non sembri così aggressiva. Ma la sua stessa natura indica che è in conflitto con l’ATP. Non penso che realizzerà molte cose da sola, ma la cosa positiva credo sia il fatto che abbia dato una spinta all’ATP, facendo in modo che sia migliore nelle comunicazioni e lasciando che i giocatori sappiano come stanno le cose e le ragioni di determinate decisioni.

È questo il positivo che ne è derivato, ma al di là di questo non credo farà molto di più”. Photo Credit: Tennis World USA

Novak Djokovic Vasek Pospisil
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