Soares va controcorrente: "Comprensibile che i migliori abbiano privilegi"



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Soares va controcorrente: "Comprensibile che i migliori abbiano privilegi"

In un mondo del tennis in cui il mestiere del doppista sembra più un’arte relegata a sé stessa, poco reclamizzata e senza grande peso politico ed economico, la stretta attualità rende queste differenze meno marcate, in quanto gran parte dei protagonisti del circuito sono costretti a convivere nelle stesse condizioni.

Fra le tante dichiarazioni di sfogo che sono state raccolte in questi giorni si è distinta recentemente l’opinione del doppista brasiliano Bruno Soares, un’eccellenza della propria categoria con ben 6 sei slam conquistati (3 in doppio maschile e 3 in misto), che ha voluto esprimere la sua personale opinione in merito al dibattito infuocato sui privilegi di cui godono i tennisti quarantenati ad Adelaide.

Nello specifico il compagno di doppio di Pavic, con cui ha disputato le recenti ATP Finals, ha voluto gettare acqua sul fuoco sottolineando di non disapprovare affatto quello che sta succedendo con i migliori giocatori del mondo.

Il tennista di Belo Horizonte ha infatti dichiarato di non essere sorpreso da quello che sta succedendo: i migliori sono agevolati in tutti gli sport e questo accade semplicemente anche nel tennis. Certamente l’opinione di Soares è per certi versi condivisibile e lascia intendere limpidamente la sua volontà di raffreddare il più possibile la rovente attualità, tuttavia, come senz’altro immagineranno gli organizzatori del torneo, il suo discorso sarà destinato a repliche da parte di coloro che si sentono traditi e penalizzati da un sistema non egualitario a parer loro.

Le parole di Soares dimostrano diplomazia e buon senso

“È giusto che le nostre stelle abbiano dei privilegi. Sono giocatori che hanno più peso nel nostro sport e che quindi meritano un trattamento speciale.

Quello che sta succedendo ad Adelaide non mi preoccupa affatto. In ogni caso quando vado a un torneo spero sempre di avere lo stesso trattamento di Nadal, Djokovic, Thiem, Federer… Però loro si meritano tutto quello che hanno perché si sono guadagnati il ​​loro status in campo grazie alle loro prestazioni e ai loro titoli.

Il fatto che io sia in una stanza più piccola di quella di Djokovic e che quest’ultimo abbia anche un balcone, non mi tocca affatto" – ha dichiarato il 38enne brasiliano, che nel 2020 è riuscito a conquistare il suo sesto slam a New York, in coppia con lo stesso Pavic, dopo aver avuto la meglio sull'olandese Wesley Koolhof e il croato Nikola Mektić.