Rublev a cuore aperto: "Vorrei dimostrare che il tennis non è un semplice sport"



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Rublev a cuore aperto: "Vorrei dimostrare che il tennis non è un semplice sport"

Protagonista di una seconda metà dell’anno ricca, matura, esplosiva, che lascia prevedere non solo un progresso tecnico costante, ma soprattutto un miglioramento mentale fondamentale che ha ancora margini di crescita, Andrey Rublev ha dimostrato in pochi mesi gli ingenti progressi effettuati, frutto di quello che lui stesso ha definito come un assestamento e ridefinizione delle proprie priorità.

La stella nascente del tennis russo, che a novembre ha partecipato per la prima volta alle ATP Finals, raccogliendo anche una vittoria, seppur ininfluente, contro il finalista Dominic Thiem, ha recentemente parlato del proprio amore verso il tennis e di come questo sport rappresenti la chiave della sua felicità in un’intervista rilasciata ai colleghi di Tennis Channel.

Rublev, che nel 2020, seppur in una stagione ridotta dalla Pandemia, detiene il record di tornei conquistati, ben 5, gode anche del primato di vittorie stagionali, 41, alla pari del numero uno del mondo Nole Djokovic, che ha perso 5 partite in meno, a fronte però di “solo” 4 titoli conquistati.

Ecco le interessanti dichiarazioni del 23enne moscovita

Rublev ha dichiarato di essersi appassionato al tennis sin dall'infanzia, motivo per cui il sogno di diventare in futuro un tennista professionista è stato l’unico grande obiettivo da sempre.

“Il tennis è la vita, è tutto per me. Da quando ero bambino, è stata la mia vita. Potrei dare tutto per il tennis. Sono completamente dipendente da questo lavoro e non riesco a immaginare la mia vita senza di esso” – ha affermato il russo, che ha anche aggiunto di voler contribuire a lasciare un segno ben visibile, insomma il proprio marchio, in futuro.

Il tennista di Mosca ha infatti raccontato di sentirsi quasi in dovere di portare avanti una missione, cioè quella di dimostrare che il tennis non è uno sport come tutti gli altri: “Se vuoi migliorare, devi imparare a vedere la situazione da un'altra angolazione.

Vorrei mostrare alla gente che il nostro è più di un semplice sport " Una cosa è certa, le motivazioni non mancano al campioncino russo, che quest’anno si è sempre dimostrato famelico, sempre più desideroso di migliorare, ma al tempo stesso molto sicuro dei propri mezzi: "Non ci sono segreti.

Palestra al mattino, prevenzione degli infortuni e tanta mobilità per il mio corpo. Conosco esattamente le cose di cui ho bisogno per migliorare per competere al meglio contro i migliori giocatori. A questo livello, sai cosa ti manca e cosa stai facendo bene” – ha concluso Rublev.