Medvedev: "Il tennis non è uno sport facile. È difficile spiegare alcune cose"



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Medvedev: "Il tennis non è uno sport facile. È difficile spiegare alcune cose"

Daniil Medvedev è tornato ad esprimere il suo miglior tennis nella parte finale del 2020. Il giocatore russo ha chiuso la stagione alla grande ed ha vinto il Masters 1000 di Parigi-Bercy e le ATP Finals. “Ho avuto sicuramente alcuni problemi, soprattutto quando non stavo giocando bene” , ha dichiarato Medvedev in una interessante intervista al sito ufficiale dell’ATP.

“A volte posso perdere il mio temperamento. Non avevo raggiunto nessuna finale... e questo ti entra nella mente. Il tennis non è uno sport facile. È difficile spiegare alcune cose che accadono. Quando sei a terra, devi trovare il miglior modo per rialzarti velocemente.

Voglio solo dimostrare che sono capace di giocare bene a tennis e di battere i migliori. Ultime due settimane del 2020? Sono state due settimane incredibili, soprattuto considerando i risultati ottenuti prima” .

Medvedev è pronto per il definitivo salto di qualità

Medvedev ha ricordato proprio la vittoria ottenuta a Londra contro Rafael Nadal, che ha servito per il match sul punteggio di 6-3, 5-4.

“Sicuramente, quando Rafa ha servito per il match, una parte della mia mente stava già pensando: ‘Okay, bene, tra pochi minuti sarò fuori dal campo. È un peccato, sono in ottima forma’ .

Sentivo che non stavo giocando peggio di lui. Avevo subito un break nel secondo set. Sapevo sarebbe stata la mia ultima occasione, così ho dato tutto. Sapevo che avrebbe sentito un po’ di pressione come ogni giocatore che serve per il match.

Sono riuscito a trovare alcune ottime risposte, un vincente, e ci siamo ritrovati sul 5-5. La pressione era dalla sua parte, perché aveva avuto la chance di chiudere la pratica. Questo è solo un piccolo esempio di cose che possono passarti nella mente” .

Medvedev è un giocatore molto tattico ed anche grazie al suo allenatore Gilles Cervara ha fatto grandi progressi sotto questo aspetto. “Se ho bisogno di restare sulla difensiva, ci resto. Ma di solito contro i primi dieci del mondo non basta essere difensivi e devi cambiare tattica.

Quando mi sento bene, ovviamente, mi piace colpire forte la palla, soprattutto con il dritto. Ho fatto più vincenti dei miei avversari in quasi tutte le partite che ho giocato a Londra, il che è fantastico. Sono felice che le piccole cose su cui ho lavorato con il mio allenatore abbiano funzionato” .