Sandgren risponde alle accuse dei media: "Non potevo contagiare nessuno"



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Sandgren risponde alle accuse dei media: "Non potevo contagiare nessuno"

Tennys Sandgren si è reso protagonista di uno strano caso ancora prima che scoppiasse il caos legato ai voli diretti verso Melbourne. Il giocatore americano, nonostante l’ultimo tampone effettuato prima di partire abbia dato esito positivo, ha preso uno dei voli charter diretti verso Melbourne ed ha attirato l’attenzione dei media.

Tennis Australia ha però chiarito il tutto tramite un comunicato ufficiale. “I giocatori possono entrare in Australia solo dopo un tampone negativo o con il permesso di viaggiare in qualità di caso da considerarsi guarito a completa discrezione delle autorità del governo australiano.

Chiunque desideri raggiungere gli Australian Open e sia risultato positivo al Covid-19 in passato, è tenuto a fornire informazioni mediche aggiuntive e dettagliate per provare che si tratti di un caso risolto e di un individuo non più contagioso e rischioso per la comunità.

Nel caso di Tennys Sandgren, che ha rivelato di essere già risultato positivo alla fine di Novembre, la cartella clinica è stata analizzata dalle autorità sanitarie dello stato del Victoria. Al termine della revisione gli è stato consentito di prendere l’aereo” .

Sandgren: "Non ho capito la polemica sulle mie parole"

Sandgren ha parlato della questione in una recente intervista al quotidiano “The Age“ . “Le persone pensavano che stessi infrangendo le regole, ma in realtà Tennis Australia era tenuta a dare delle spiegazioni, non io.

Non ho capito la polemica che si è generata intorno ai miei tweet: ho solo cercarti di raccontare un aneddoto. Tennis Australia sapeva che avevo avuto il Covid-19 a novembre e tutti i medici negli Stati Uniti mi avevano consigliato di non eseguire un test PCR.

Ormai avevo sconfitto il virus e non potevo contagiare nessuno. Non ho capito niente di tutto quello che è successo, di tutte le polemiche che sono state fatte” . Sandgren è inoltre uno dei 72 tennisti costretti a rispettare una quarantena ancora più restrittiva.

“Non c’è niente che io possa fare per cambiare la situazione. Deve essere gestito tutto nel miglior modo possibile. Ci sono persone fortunate a Melbourne che possono lasciare la stanza per cinque ore al giorno ed allenarsi.

Ovviamente è una situazione frustrante, senti che stai perdendo un’opportunità e che gli altri arriveranno in condizioni migliori delle tue al torneo. Ma siamo tutti consapevoli dell’importanza di rispettare la comunità e di tutelare la salute delle persone” .