Andy Roddick: "Sinner mi ricorda Robin Soderling "



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Andy Roddick: "Sinner mi ricorda Robin Soderling "

Nonostante l’emergenza sanitaria ed il lungo stop che ha colpito il Tour ATP, Jannik Sinner ha continuato il suo percorso di crescita e compiuto un importante salto di qualità nel 2020. Il primo importante risultato della stagione lo ha raggiunto a Rotterdam, dove si è spinto fino ai quarti di finale ed ha sconfitto la testa di serie numero quattro del torneo David Goffin.

Dopo i sei mesi di pausa, solo i crampi hanno fermato la sua corsa agli US Open. L’altoatesino era avanti di due set contro Karen Khachanov all'esordio, ed i problemi fisici non gli hanno impedito di terminare con onore il match, che ha poi perso al quinto set.

È nell’ultima parte di stagione che sono arrivate le più importanti conferme. Sinner ha raggiunto gli ottavi di finale al Masters 1000 di Roma battendo tra gli altri Stefanos Tsitsipas e, sopratutto, guadagnato i suoi primi quarti di finale in un torneo del Grande Slam.

A spegnere i suoi sogni al Roland Garros è stato il re della terra rossa Rafael Nadal, ma Sinner è stato l’unico tennista in grado di mettere seriamente in difficoltà il maiorchino nella corsa al suo ventesimo Slam.

La ciliegina sulla torta è infine arrivata nell’ultimo torneo dell’anno quando Jannik ha sollevato al cielo il suo primo trofeo ATP a Sofia.

Roddick: "Sinner mi ricorda Soderling"

Intervenuto a Tennis Channel, l’ex numero uno del mondo Andy Roddick ha espresso le sue considerazione su Sinner.

“Questo ragazzo è semplicemente straordinario” , ha dichiarato l’americano nella parole riportate dalla rivista “Il tennis italiano” . “Con entrambi i colpi imprime grande potenza alla palla e può cercare indistintamente la fiammata risolutiva.

Jannik sta ultimando la fase di crescita, quando il fisico sarà ben strutturato e non più magro, potrà solo che migliorare. Oggi Sinner mi ricorda Robin Soderling, anche se ha potenzialità più grandi e può muoversi meglio di quanto faceva lo svedese.

Quando Jannik scende in campo, sa quali partite può vincere e quasi sempre tiene fede al pronostico. Deve essere così se vuoi fare carriera. D’altronde lo scorso anno abbiamo visto con che personalità ha giocato il quarto di finale al Roland Garros contro Nadal” .