Fognini: "Il 2020 è stato un anno perso, ma sono ancora competitivo ad alti livelli"



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Fognini: "Il 2020 è stato un anno perso, ma sono ancora competitivo ad alti livelli"

Dopo il duro intervento chirurgico alle caviglie e la positività al Coronavirus, Fabio Fognini è pronto a ritrovare quella continuità che gli permetterebbe di esprimersi al massimo delle sue capacità.
Per farlo, il tennista italiano ha deciso di affidarsi ad Alberto Mancini, ex numero otto del mondo, e al preparatore atletico Alejandro Lacour.

Fognini ripartirà dal torneo ATP 250 di Antalya, torneo che si disputerà a partire dal prossimo 7 gennaio.

Fognini, dall'operazione alle caviglie alla voglia di tornare grande

In un’intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport, il numero 17 del mondo ha parlato proprio della sua prossima stagione e del suo attuale stato di forma.

"Ritengo di essere ancora competitivo ad alti livelli, purtroppo il 2020 è stato un anno perso tra l'operazione alle caviglie e poi la positività al Covid di ottobre. Ho giocato appena 16 partite, in pratica devo ricominciare da zero.

Ora sono smanioso di ripartire. L'obiettivo è quello di ritrovare la condizione per i tornei sulla terra della prossima primavera e restare nei 30 per essere testa di serie negli Slam. Infortunio? Sono d'accordo con quanto disse Roger Federer: quando ti infortuni e non ti è mai successo prima, ti prende la paura.

A me è venuta il giorno in cui sono uscito dall'ospedale, con il medico che mi ha portato la sedia a rotelle: mi sono detto 'Fabio, e se fosse finita qui?' Ho voluto le stampelle, erano il primo segno che stavo per ribellarmi all'idea" .

Fognini si è infine soffermato sul successo di Jannik Sinner. "Ci sta, è il gioco della popolarità e Jannik è davvero molto forte, spero che tenga alto per anni il nome dell'Italia. Però io ho giocato nella stessa epoca dei tre più grandi di sempre e in aggiunta c'erano Murray, Del Potro e Wawrinka.

Tra cinque anni, con la generazione dorata a godersi il meritato riposo, probabilmente per lui sarà più facile ottenere grandi risultati. Il mio futuro? Di certo non farò l'allenatore. Ho già avuto qualche proposta per rimanere nel tennis: interessante, ma per tre anni mi vedrete ancora in campo" .