Stan Wawrinka: "Difficile dire se ho amici nel circuito, però rispetto tutti"



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Stan Wawrinka: "Difficile dire se ho amici nel circuito, però rispetto tutti"

L’anno che si sta per concludere è stato per tanti motivi unico e per molti mesi tinteggiato da emozioni spente, che hanno per certi versi reso necessaria una certa solidarietà fra i protagonisti del circuito.

La Pandemia ha portato l’attualità ad un livello superiore rispetto alla mera realtà professionale e i tennisti sono stati capaci di gestire al meglio lo stress rendendosi anche disponibili per le numerose iniziative organizzate dal circuito, come appuntamenti virtuali con i fan e fra di loro.

Certo, non si può pretendere che fra tutti i campioni che popolano il tour scorra sangue amico, le rivalità sono rimaste tali e allo stesso modo le amicizie. Quello che però non manca mai e mai dovrebbe mancare, soprattutto fra i migliori interpreti di questo sport, è il reciproco rispetto, motivo per cui, come dicono molti addetti ai lavori, il valore di un campione si misura anche per la capacità di riconoscere la grandezza dei propri rivali.

Proprio in merito ai rapporti che si instaurano fra i tennisti è intervenuto il 3 volte campione slam Stan Wawrinka, che ha rilasciato un’interessante intervista all’emittente elvetica Paris Match Svizzera.

Alla domanda se lui ritenga di avere dei veri e propri amici nel circuito, Stan the Man ha risposto con parole piuttosto chiare.

Ecco l'opinione del tennista svizzero

“Posso rispondere quando andrò in pensione.

Con chi sarò veramente legato anche dopo il tennis, non lo so. Nel tennis viviamo in una bolla. In tutto il mondo, finiamo con le stesse persone. Con alcuni sono amico, con altri per niente. Per quanto riguarda Novak Djokovic, personalmente, mi trovo molto bene con lui, spesso ci alleniamo insieme.

Ma ha il suo carattere, fa le sue scelte. È lo stesso con Rafael Nadal, sicuramente lo ammiro, le sue 13 vittorie al Roland Garros costituiscono uno dei più grandi successi nella storia di questo sport. Dunque prima dell’amicizia c’è il rispetto.

Con lui, Nole e Roger, insomma i Big Three, c’è innanzitutto la fortuna di vivere con loro in un periodo storico così sensazionale per il tennis "