Paire: "Senza i Big 3, il tennis non sarebbe dov'è oggi"



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Paire: "Senza i Big 3, il tennis non sarebbe dov'è oggi"

Il dominio assoluto di Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic negli ultimi 15 anni ha portato il tennis in una nuova era di splendore, ma allo stesso tempo ha impedito a numerosi ottimi giocatori di vincere quanto avrebbero meritato.

Basti pensare che un fuoriclasse come Dominic Thiem ha dovuto aspettare gli US Open 2020 per diventare il primo giocatore nato negli anni ’90 a conquistare uno Slam. L’austriaco ha sfruttato anche le assenze di Federer e Nadal a New York, oltre alla clamorosa squalifica rimediata dal numero 1 del mondo Djokovic.

Pur essendo consapevole che non avrà mai il successo dei Big 3, il francese Benoit Paire ritiene di essere comunque un campione di questo sport. Il transalpino occupa attualmente il 28° posto del ranking ATP, ma nel suo periodo migliore è arrivato fino al numero 18.

Sebbene non abbia mai raggiunto le primissime posizioni e sia noto soprattutto per i suoi atteggiamenti anticonformisti, Paire è orgoglioso della sua carriera e dei risultati conseguiti. In una lunga intervista al magazine ‘Racquet’, il veterano di Avignone ha espresso alcune considerazioni interessanti sul suo approccio allo sport e alla vita.

Paire: "È un mondo completamente diverso"

“Ammiro enormemente Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic, ma non sarò mai come loro. Questo non mi impedisce di considerarmi un campione. Ho raggiunto la 18ma posizione ATP e sono rimasto nella Top 100 per 10 anni, oltre ad aver vinto tre titoli nel circuito maggiore.

Si tratta di un’ottima carriera. Gioco nei più importanti tornei del mondo contro i migliori giocatori” – ha dichiarato Paire. “Rispetto tantissimo i Big 3 e sono del parere che abbiano fatto cose incredibili.

Tuttavia, quando vedo Rafa che si allena sull’erba del Queen’s appena due giorni dopo aver vinto il Roland Garros, mi accorgo che è un mondo completamente diverso. Se io vincessi il Roland Garros, non so se andrei al Queen’s o a Wimbledon, anzi potrei addirittura concludere la stagione. Senza di loro, però, il tennis non sarebbe dov’è oggi” – ha precisato.