Marat Safin torna a parlare del suo ritiro: "Ero stanco di questo mondo"



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Marat Safin torna a parlare del suo ritiro: "Ero stanco di questo mondo"

Marat Safin è stato uno dei personaggi più apprezzati dagli appassionati di tennis. L’ex giocatore russo ha vinto due tornei del Grande Slam( US Open 2000, Australian Open 2005) , 5 eventi Masters 1000 e raggiunto la prima posizione del ranking mondiale nel corso della sua carriera.

Safin si è ritirato nel 2009 all’età di 29 anni ed in un’intervista a Go Tennis.ru ha spiegato quali sono state le ragioni che lo hanno portato a prendere questa dura scelta.

Marat Safin torna a parlare del suo ritiro

“In questo sport, o sei tra i primi cinque del mondo o non sei da nessuna parte” , ha detto Safin.

“Non volevo continuare a giocare da numero 11 o 12, affrontare i tennisti più giovani e stancarmi con un ginocchio dolorante. Ho sempre pensato che fosse meglio smettere di fare sport prima che quest’ultimo mi abbandonasse.

Se il ginocchio non mi avesse creato tutti questi problemi, avrei potuto giocare un paio di anni in più. Ma non è successo. Ero stanco di questo mondo. Mi sono annoiato, ma dopo diversi anni posso dire di aver superato questo momento.

Non avevo motivazioni e perdevo con tennisti sconosciuti. Se non puoi battere giocatori come Roger Federer, Novak Djokovic e Rafael Nadal, cosa ci fai lì? “ . Safin ha poi commentato la crescita di Daniil Medvedev, che ha vinto le ATP Finals battendo in finale Dominic Thiem, e Andrey Rublev.

“Quando una persona cresce, diventa più saggia e capisce quali cose vanno eliminate. Medvedev ha una tecnica di gioco molto interessante. Sa di avere l’opportunità per fare grandi cose nel tennis. All’ATP Cup l’ho conosciuto più da vicino e devo dire la verità: è un bravissimo ragazzo.

Ho cercato di aiutarlo per farlo giocare meglio a rete. Rublev? Andrey è riuscito a vincere cinque tornei nel 2020, ma nessun Masters 1000 e nessuno Slam. Novak ha vinto meno tornei ma ha concluso l’anno da numero uno del mondo.

Rublev ha bisogno di cambiare e di giocare meglio nei tornei più importanti. È un bravo tennista e può competere con i migliori, ma bisogna vederlo in una semifinale o finale Slam” .