Volpini su Sinner: "Ricordo quando si congedò con una stretta di mano dal padre"



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Volpini su Sinner: "Ricordo quando si congedò con una stretta di mano dal padre"

Sono passati cinque giorni dal successo che ha permesso a Jannik Sinner di entrare nella storia del tennis italiano ed internazionale. Il giocatore azzurro ha conquistato il torneo ATP 250 di Sofia ed è diventato il più giovane tennista italiano a vincere un torneo nel circuito maggiore.

Uno dei segreti di Sinner è sicuramente il suo rapporto speciale con Riccardo Piatti e con tutti i membri della Piatti Tennis Center. Andrea Volpini è uno dei migliori allenatori dell’Accademia e segue Sinner in giro per il mondo.

Dagli ITF di Monastir e Aktobe fino alla 37esima posizione del ranking mondiale, Volpini è sempre stato al fianco dell’altoatesino ed ora si gode i traguardi raggiunti dal suo allievo.

Andrea Volpini, uno dei segreti di Jannik Sinner

“Quando conobbi Jannik nel 2015 lui era piccolino e magro" , ha raccontato Volpini nel corso di un'intervista al Corriere Fiorentino.

"Ricordo soprattutto quando si congedò con una stretta di mano dal padre che lo aveva accompagnato in accademia. Mi colpì quel gesto di straordinaria maturità, stava a significare che lui aveva deciso la sua strada e che il padre accettava la scelta.

Vederlo sabato aggiudicarsi il primo titolo Atp per me è stata un’emozione unica, il coronamento sia di un mio percorso professionale che di un suo obiettivo. Sentivo che Jannik voleva tanto questo ultimo torneo dell’anno, era una chance che non voleva sprecare.

Se sono stato fortunato ad allenarlo? Diciamo che dal primo giorno del nostro lavoro volevamo entrambi arrivare a qualcosa, lui come tennista, io come allenatore. Partivamo da posizioni molto simili, puntavano in alto. E stato questo il motivo per il quale siamo riusciti a costruire un percorso, a raggiungere certi risultati.

Ci unisce la stima di base reciproca, che credo sia il nocciolo di tutto. E poi siamo entrambe persone molto semplici, e ciò significa tantissimo in un rapporto che ci porta a trascorrere insieme ventidue settimane l’anno.

Ci unisce l’ambizione di diventare qualcuno, la curiosità, certi valori umani di purezza, e anche l’attrazione per la velocità. Jannik ha iniziato tardi con il tennis, viene dallo sci e gli piacciono i motori.

Io ho passione per il go-kart, nel poco tempo fuori dal tennis cerchiamo anche di divertirci. Tra i nostri obiettivi c’è quello di scendere insieme in pista per guidare. È un atleta di altissimo livello. Arrivare al top è il suo e il nostro obiettivo, e quando diciamo top per noi significa top.

Nel periodo della pandemia si è allenato molto, anche fisicamente. Con Riccardo ha guardato i video dei grandi campioni, studiandoli nei momenti di difficoltà del match " .