Il commento di Mischa Zverev sulle accuse di violenza domestica al fratello



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Il commento di Mischa Zverev sulle accuse di violenza domestica al fratello

L'ex numero 25 al mondo Mischa Zverev, fratello maggiore del numero 6 al mondo Alexander, è intervenuto recentemente per prendere le difese di suo fratello dopo le gravi accuse di violenza domestica dell'ex ragazza di Zverev, la giovane Olga Sharypova.

Il tennista in campo sembra però non essere turbato dalle recenti accuse ed è reduce da un momento più che positivo con le due vittorie nei tornei di Colonia e la finale al Masters 1000 di Parigi Bercy dove è caduto in tre set contro il russo Daniil Medvedev.

Le parole di Mischa Zverev sulle accuse al fratello

Intercettato ai microfoni di Sky Mischa Zverev ha commentato così le recenti accuse al fratello: "La vita a volte è sorprendente. Dobbiamo occuparci di alcune cose adesso, ora restiamo uniti come una famiglia e troveremo la giusta soluzione.

Io cerco solo di essere il fratello maggiore e di restare al suo fianco" Le accuse della Sharypova arrivate mediante un quotidiano russo sono apparse pesantissime da parte di alcuni dei fan di tutto il mondo che hanno commentato la vicenda.

Ecco le parole della Sharypova al sito russo Campionat: "Quel giorno stavo camminando con Dasha Medvedeva e un'altra mia amica. Ci siamo attardati un po' e Sasha di è arrabbiato per questa. Quando sono tornato a casa abbiamo litigato, i nostri litigi partivano da zero e a casa ha provato a strangolarmi con il cuscino, ho attorcigliato le braccia ed ho provato a scappare dalla stanza ma non me lo ha permesso.

Sinceramente ho pensato che qualcuno potesse vederci o sentirci na alla fine sono riuscita a liberarmi ed a scappare" Poi ha continuato: "È successo che mi sono nascosta nell'hotel, ma Sascha è sceso di sotto e mi ha trovato, ci fermammo all'ingresso laterale, ho pianto ed ho provato ad andarmene.

Voleva che io tornassi in stanza ma ho capito che da parte sua non c'era dialogo. Avevo paura e volevo scappare ma Sasha mi ha spinto vicino al muro e mi ha detto che a nessuno importa di me ed a nessuno importa di quello che mi avrebbe fatto. Fortunatamente apparvero persone in quel momento riuscii a scappare ed andai in strada"