"Il tennis mi ha salvato la vita" , la toccante storia di Laurent Lokoli



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"Il tennis mi ha salvato la vita" , la toccante storia di Laurent Lokoli

Laurent Lokoli ha 26 anni ed occupa la 368esima posizione del ranking ATP. Ad alcune persone la sua storia nel mondo del tennis potrebbe apparire poco interessante, ma scavando a fondo è invece facile scoprire la vera forza del giocatore francese.

Lokoli ha voluto raccontare alcuni incredibili episodi che hanno caratterizzato la sua vita al blog Behind The Racquet.

La toccante storia di Laurent Lokoli

“Sono cresciuto con i miei genitori e le mie tre sorelle maggiori in Corsica, una piccola isola del Mediterraneo” , ha spiegato Lokoli.

“All’età di dieci anni, la vita mi ha messo in ginocchio quando ad una delle mie sorelle è stato diagnosticato un cancro. Per due anni l’ho vista combattere per la sua vita. Ricordo di averla vista piangere quando ha perso i capelli.

Mi abbracciava, ma io mi sentivo impotente. Dopo una lunga lotta, è riuscita a sconfiggere la malattia e mi ha fatto promettere che non mi sarei mai arreso nella vita. A dodici anni ho lasciato casa per continuare ad allenarmi.

Il tennis mi ha aiutato a combattere nei momenti in cui mi sentivo solo. Inoltre, i miei genitori stavano divorziando. Ho finalmente trovato la mia stabilità ed il mio equilibrio, anche se proprio in quel periodo ho provato il dolore più forte e profondo della mia vita.

Mia sorella maggiore, quando avevo 14 anni, è morta in un incidente a soli 28 anni. Avevo la sensazione che qualcuno mi avesse strappato il cuore dal petto, non potevo sopportare quel dolore. Mia sorella era avvocato, il mio modello, ed ha lasciato un vuoto incolmabile.

Da quel momento sono diventato una persona totalmente diversa, cercavo il modo per combattere nell’oscurità e nella solitudine. Ero come un outsider mela Federazione francese di tennis: ero solo e faticavo a trovare degli amici.

Nel frattempo ho visto la mia famiglia andare a pezzi. La verità è che il tennis mi ha salvato. È stata l’unica cosa che mi ha fatto sentire ancora vicino a mia sorella, perché lei era completamente innamorata di questo sport.

Il mio obiettivo è renderla orgogliosa. Dai 16 ai 20 anni sono migliorato in campo e nel tempo libero ho scoperto la mia passione per l’hip-hop. Più tardi ho perso i miei nonni ed il mio fratellastro. La morte mi ha perseguitato, è sempre stata intorno a me, ma sono riuscito a lasciarmi alle spalle tutto.

A 20 anni ho visto la luce dopo dopo essermi qualificato per il Roland Garros, ho anche avuto l’opportunità di ballare con Gael Monfils. Avevo promesso a mia sorella che un giorno avrei giocato il Roland Garros: per questo ho continuato a lottare per anni, volevo mantenere la promessa.

Nelle ultime stagioni ho dovuto fare i conti con alcuni infortuni, ma sorrido sempre quando sono in campo: la vita mi ha insegnato a godermi le piccole cose. Gli eventi del passato hanno lasciato grandi cicatrici dentro di me, ma mi hanno insegnato a vivere sempre nel presente e ad abbracciare il futuro.

La vita è breve. È molto importante sorridere anche durante i momenti difficili. Nessuno è mai solo” .