Kenin: "Limitata da un infortunio alla gamba. Mi dispiace che la stagione sia finita"



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Kenin: "Limitata da un infortunio alla gamba. Mi dispiace che la stagione sia finita"

Dal nostro inviato a Parigi - Sofia Kenin è stata costretta ad incassare la sua seconda sconfitta negli Slam quest’anno, non riuscendo a bissare il titolo vinto agli Australian Open lo scorso febbraio. La batosta rimediata da Iga Swiatek nella finale del Roland Garros non cancella le due ottime settimane dell’americana, capace di battere rivali del calibro di Petra Kvitova e Danielle Collins lungo il cammino a Parigi.

La tennista di origini russe non ha potuto nulla contro la polacca, che ha disputato un torneo da sogno laureandosi per la prima volta campionessa Slam alla tenera età di 19 anni.

Kenin analizza la sconfitta in finale a Parigi

“In questo momento, mi sento piuttosto delusa e triste” – ha ammesso Kenin in conferenza stampa.

“Chiaramente lei ha giocato una grande partita, ma la mia gamba non era nelle migliori condizioni. Non userò questa come una scusa, ma dopo il primo set ho dovuto chiamare il fisioterapista perché non riuscivo a muovermi.

Ovviamente è un peccato che sia successo proprio in finale, ma le attribuisco tutto il merito, ha giocato in maniera incredibile. Penso che abbia servito davvero bene e abbia controllato gli scambi grazie al suo diritto.

Sono partita un po’ a rilento, forse perché ero molto nervosa, ma a poco a poco ho ritrovato il mio livello abituale. C’è stato un game lunghissimo sul 3-3 e poi di nuovo sul 4-3, ma le cose non sono andate nella mia direzione purtroppo” – ha aggiunto la campionessa degli Australian Open.

Nonostante la disfatta odierna, il 2020 resta una grande stagione per Sofia: “Ho vinto in Australia, ho disputato un match duro con Mertens agli US Open e qui sono arrivata in finale. Ho un ottimo bilancio negli Slam, è davvero un peccato che la stagione sia quasi finita.

Mi piacerebbe che ci fossero più tornei. Adesso mi riposerò, lascerò riposare la gamba e farò una preparazione accurata per il 2021”. La speranza dei giocatori e di tutti gli addetti ai lavori è che si possa tornare ad organizzare tornei con il pubblico.

“Mi manca la vita fuori dalla bolla. Sento di essere stata in una bolla per diversi mesi, quindi per certi versi sono felice di poter condurre una vita normale da adesso in poi. Potrò fare shopping, adesso tocca a me (ride).

A parte gli scherzi, oggi è stata dura da digerire. Vorrei essere io a tenere in mano quel trofeo, stavo quasi per piangere. Mi manca la sensazione che ho provato in Australia, ma devo provare a trarre ciò che c’è di positivo da questa situazione”.